VFR: il mistero s’infittisce

gennaio 20, 2012

Il mistero si infittisce.
Dopo più di 3 anni di lavoro, dopo aver rifatto la pista, l’illuminazione, ed aver installato tutti gli ausili elettronici necessari al volo in assenza di visibilità, dopo aver potenziato il personale e le attrezzature (veicolo antincendio, veicolo antighiaccio, spazzatori di pista, ecc.) dopo aver speso parecchie decine di milioni di €, dopo innumerevoli voli di controllo l’aeroporto di Aosta ha finalmente ottenuto da ENAC la pubblicazione di una procedura strumentale.
Nonostante tutto ciò, però, l’aeroporto di Aosta è raggiungibile solo a vista.
La procedura c’è, ma è così speciale che al momento non esiste alcun velivolo ed alcun equipaggio autorizzato ad utilizzarla.
Ora si tratta solo di trovare una compagnia aerea disposta ad investire sul mercato di Aosta. Non è complicato, basta dotarsi dei velivoli adatti, certificarli ed addestrare gli equipaggi, un po’ di sovvenzioni regionali, un po’ di pubblicità ed il gioco è fatto.
Promette bene!

IFR = volo strumentale (instrumental)

VFR = volo a vista (visual)

Bilancio 2011

gennaio 15, 2012

Sarebbe interessante che la popolazione valdostana venisse messa a conoscenza di come sia andato il business aeroportuale nel 2011? Soldi pubblici.

Vorremmo sapere:

1. a quanto ammontano i costi di gestione (AVDA, Vigili del Fuoco, manutenzioni, spese legali, ecc…)?

2. a quanto ammontano i proventi derivanti dai voli commerciali degli aerei che sono potuti atterrare grazie alla nuova opera (e che altrimenti prima non avrebbero potuto)?

Siamo quasi pronti a scommettere nel solito silenzio di amministratori e media.

Qualcuno può fornire dei numeri e delle cifre?

il ministro Passera illumina anche i Valdostani

dicembre 13, 2011

Il sistema aeroportuale italiano va razionalizzato diminuendo il numero degli scali, ha detto il ministro Passera (da “il Sole 24Ore”).

Secondo Passera, <<non si può più andare avanti con la filosofia di un aeroporto in ogni provincia senza avere collegata in maniera adeguata tutta la logistica con porti e aeroporti e ferrovie collegate insieme e non in parallelo come accade ora con i risultati negativi che oggi vediamo. Dobbiamo fare in modo di avere aeroporti, anche pochi, ma grandi centri che possano tenere collegata l’Italia al resto del mondo>>.

La Valle d’Aosta da il cattivo esempio.

Un ringraziamento anche al blog di Patuasia

http://patuasia.wordpress.com/2011/12/12/che-sara-sara/#comments

Niente aerei: in Valle D’Aosta volano solo sprechi

novembre 30, 2011

L’ex aeroporto sportivo Corrado Gex è chiuso da tre anni: dopo i lavori di ristrutturazione e una convenzione trentennale, l’Enac ha autorizzato il bando per un accordo di 4 anni con una compagnia aerea

da Il Fatto Quotidiano del 26 novembre 2011

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/26/in-valle-daosta-volano-solo-sprechi/173253/

Il lusso si paga. Se poi è inutile, pazienza. I 127 mila abitanti valdostani, a loro insaputa, convivono con una cambiale di 97 milioni di euro per l’ex aeroporto sportivo “Corrado Gex” di Aosta: 764 euro a testa fra concessione trentennale e lavori di ristrutturazione. Il conto è aperto: manca il contributo regionale per far decollare un aereo al giorno, un’usanza abbastanza frequente per un aeroporto normale, una speranza per i valdostani.

Il racconto è affascinante e complesso come le vette che circondano la città, il vento a raffica che fa impazzire i piloti (quelli acrobatici, s’intende).

Stanchi di trasporti occasionali e rischiosi – si atterrava a vista, cioè senza indicazioni radio e senza luci di traiettoria – tre anni fa il “Corrado Gex” chiude per trenta mesi. Non è che prima funzionava: “C’era un viaggio per Roma – spiega l’assessore regionale ai Trasporti, Aurelio Marguerettaz – utilizzato soprattutto per i nostri funzionari. Diciamo per i dipendenti pubblici”.
L’azienda che gestisce il minuscolo scalo si chiama Avda, una società per azioni un po’ pubblica e un po’ privata: 49 % Regione, 51 % Air Vallee. Non fatevi ingannare dal nome: la compagnia area Air Vallee di proprietà dei genovesi Costantino, pur d’ispirazione valdostana, indica Rimini come sede legale. Nonostante l’aeroporto sia destinato a un pubblico di nicchia, addirittura s’immagina un trionfo con 45 mila passeggeri annui, il progetto di ampliamento si trasforma in 43 milioni spesi per allungare la pista di 300 metri, e s’arriva dunque a un chilometri e mezzo, e per creare un’aerostazione al posto di un caseggiato di legno. Impossibile, però, fermare il vento e temperare i monti.
Convocato per disegnare un gioiellino, l’architetto milanese Gae Aulenti disse: “Mi piace la sfida perché difficile. Questa zona è terribile”. E dirigenti coraggiosi, allora, ordinano soldi e soldi. Con un simpatico paradosso: la Regione s’incazza con la Regione perché vuole capitali regionali. Buttato giù asfalto e cemento, Avda protesta con la Regione (suo socio di minoranza): dobbiamo rivedere la convenzione trentennale del 2005, non bastano 1, 8 milioni l’anno per la gestione, ne vogliamo il doppio.
Iniziano i contenziosi: la Regione contro le richieste di Avda, cioè con se stessa; la Regione contro le imprese che vinsero l’appalto. Non c’è tregua, e nemmeno passeggeri. “Una speranza”, dice Marguerettaz. Forse nel 2012 riapre la linea per Roma, molto forse.
L’Enac ha autorizzato il bando per un accordo di 4 anni con una compagnia aerea, qualcuno scommette sia Air Vallee: voi ci fate il piacere di volare verso Roma, noi vi ringraziamo con 14 milioni di euro. Ma le condizioni mica cambiano: se nevica tanto, si va a Torino o Milano, e anche se tira vento, e anche se c’è ghiaccio. Quasi sempre d’inverno, il periodo che interessa ai turisti: “Ci telefonano dalla Polonia alla Russia”, dice soddisfatto Marguerettaz.
Disperata per un ingorgo senza vie d’uscita, la Regione pensa di recuperare i soldi dirottando i passeggeri su Torino, ovviamente in pullman e per i 100 comodi chilometri di autostrada. “Però, l’imbarco si può fare ad Aosta!”, replica con ottimismo, l’assessore.
Certo, servivano 97 milioni di euro, più 14 in preventivo, per capire che conviene volare a Caselle invece di giocarsi la pelle ad Aosta.

il Sole 24 Ore

novembre 17, 2011

Interessante il fatto che “I viaggi del Sole” (il Sole 24 Ore) di Novembre 2011 pubblichi uno speciale sulla Valle d’Aosta con riferimento ai collegamenti col resto del mondo.

A pag. 18 – relativamente a come raggiungerla – come aeroporto di riferimento viene correttamente dato Torino. I giornalisti de Il Sole 24 Ore sono precisi.

…viene anche citato il treno, anche se le 2 ore di viaggio paiono ottimistiche per i circa 100 Km di tratta.

Voli o non voli? Riflessioni

luglio 31, 2011

Andate a visitare le pagine di AVDA http://www.avda-aosta.it e di AirVallée http://www.airvallee.it/ relative ai voli e alle prenotazioni.

Sul primo nella sezione destinazioni campeggia un bel “in costruzione”, e in arrivi/partenze …un bel nulla.

Sul secondo provate a prenotare da Aosta una qualunque destinazione…

In entrambi i casi ci chiediamo “ma chi ha prenotato i voli ad Agosto, che sorpresa avrà?”

 

E chi l’avrebbe mai detto che sarebbe andata a finire così?!

Per fortuna (…) che l’aerostazione ci sarà. Faranno delle terme pure lì?

 

Ma quanto mi costi?

luglio 5, 2011

Costi di realizzazione per avere sostanzialmente gli stessi servizi che avevamo prima dell’allungamento pista.

Costi per gli impianti che ad oggi non sono utilizzati/utilizzabili.

Costi per la realizzazione dell’aerostazione e per la futura gestione (a proposito: dopo che risultera’ semi-deserta ci faranno dentro un altro centro benessere?).

Costi di avvocati per rispondere alle richieste di Air Vallée (che non chiede spiccioli).

Gran bell’investimento. Suona strano ribadirlo ora, dopo le innumerevoli richieste di chiarimenti avanzate da C.A.S. prima che iniziassero le grandi opere, e per le quali non fu mai data risposta (vi ricordate le 10 domande che ponemmo?)


Ma se questa marea di soldi già spesi ed ancora da spendere l’avessimo investita in modo più oculato, sostenibile, non avremmo avuto benefici concreti per tutti quanti?

AVDA: 3.485.015 euro / anno

giugno 5, 2011

AEROPORTO Corrado Ex: CONTRO IL RICORSO AL TAR DI AVDA

Braccio di ferro sul Gex: la Regione ha deciso di andare in Tribunale

Motivo dello scontro la richiesta del gestore di aumento del canone dopo l’ampliamento

[D. M.]
 

AVDA: 3.485.015,00 euro / anno

Nuovo capitolo nel braccio di ferro che oppone la Regione alla società che gestisce il Corrado Gex di St-Christophe, la Aeroporto Valle d’Aosta (Avda, 51% Air Vallée, il resto Regione).

Ieri la giunta ha dato il via libera alla costituzione in giudizio contro il ricorso presentato dall’Avda per «l’annullamento, previa sospensione» di una delibera approvata dall’esecutivo regionale l’8 Aprile.Al centro della vertenza c’è l’adeguamento del canone previsto dalla convenzione trentennale per la gestione dell’aeroporto Corrado Gex: Avda chiede il suo aumento, ma la Regione si oppone. La vicenda non è nuova. Già alla fine del 2009 la società che gestisce lo scalo aveva chiesto l’avvio dell’istruttoria per la revisione e l’adeguamento del canone.

Nel giugno del 2010 si è costituito, per esaminare la richiesta, un Comitato tecnico paritetico, riunitosi nove volte fino ai primi mesi del 2011. Il 14 febbraio Avda ha concretizzato la proposta di aumentare il canone, in quel momento fissato sulla cifra di un milione 806 mila 115 euro, proponendo l’innalzamento fino a tre milioni 485 mila 15 euro: un incremento di un milione 678 mila 900 euro, ovvero del 93 per cento. Richiesta che i gestori dell’aeroporto hanno avanzato in virtù di aumentati costi di gestione, in particolare legati al fatto che rispetto al 2004, anno in cui è stata sottoscritta la convenzione, l’aeroporto si è ampliato.La Regione si è però opposta con decisione: prima facendo notare che il Comitato tecnico paritetico «non è titolare di poteri decisionali in merito alle modifiche della convenzione o del corrispettivo a essa riferito» poi, sulla base di «un’analisi dettagliata di tutte le voci di spesa», esprimendo la «non accoglibilità delle istanze di Avda in quanto relative a costi non adeguatamente comprovati o verificati e, in ogni caso, mai valutati in un’ottica di complessiva verifica dell’andamento economico dell’azienda».

L’ultimo atto l’8 aprile, con l’approvazione da parte della giunta della delibera contro la quale Avda ha poi presentato ricorso al Tar. In essa l’esecutivo regionale mette nero su bianco il suo «no» alla richiesta di aumento del canone e ribadisce che «non essendo state concordate modifiche del corrispettivo» si continuerà a fare riferimento ai termini contrattuali previsti nella Convenzione originaria.
—–
Ci chiediamo …ma quanto reddito avrà prodotto AVDA & co. a favore dei Valdostani?
Li vale davvero tutti questi soldi pubblici o sarebbe meglio investirli in ambiente e ferrovia?
 
 

censura preventiva

aprile 29, 2011

E’ quasi un onore, come blog, risultare censurati da chi accede dai palazzi di Regione e Comune.

Grazie alle numerose visite significa che un peso ce l’abbiamo, che la gente legge e s’informa.  Un successo dunque!

Le persone comuni stanno per caso diventando pericolose?

Cresce la black-list regionale (da AostaSera.it)

http://www.aostasera.it/articoli/2011/04/28/18044/patuasia-inaccessibile-anche-dalla-rete-del-comune-di-aosta-cresce-la-black-list-regionale

Il blog satirico “Patuasia” non è più accessibile ai dipendenti dell’amministrazione regionale e da questo pomeriggio nemmeno a quelli del Comune di Aosta. Quella che è stata definita come un’azione per permettere ai dipendenti di non disperdersi nel web a scapito del loro lavoro in ufficio continua ad avanzare. Di fatto nella black-list del sistema informativo regionale sono entrati nei giorni scorsi molti altri indirizzi che distraggono. Quelli che siamo riusciti a ricostruire sono: i blog dei consiglieri regionali Luciano Caveri, Enrico Tibaldi e Alberto Zucchi, e ancora il blog del Comitato rifiuti zero, quello di Ottoz, Mario Badino, Paolo Louvin, Carlo Curtaz, VdA Today, ma anche il blog dell’Avapa, Aeroporto sostenibile, Impresa VdA.

Non è stato oscurato nulla – ha sottolineato nei giorni scorsi il presidente della Regione,Augusto Rollandin, intervistato sull’argomento dal giornalista Piero Minuzzo – i siti messi a disposizione dei dipendenti funzionali al loro lavoro restano accessibili. Chiediamo ai dipendenti di rispettare il codice sottoscritto all’atto dell’assunzione e non è richiesto di consultare siti che nulla hanno a che fare con il proprio lavoro. Chi vuole leggere i blog può tranquillamente farlo da casa”.

Se in Regione la motivazione è questa qual è però quella in Comune ad Aosta? Forse anche qui il principio è lo stesso però a farne le spese è stato di nuovo il blog della Nuvolari che, sfortuna sua, sembra essere quello più ammaliante per i dipendenti pubblici, sarà per le gallery fotografiche che attraverso fotomontaggi mettono in ridicolo i nostri politici, sarà per i toni senza peli sulla lingua. “Guardi, l’ho notato anche io da circa dieci minuti – risponde l’assessore comunale all’Innovazione tecnologica del Comune di Aosta, Andrea Paron, interpellato sul perché dell’inaccessibilità al blog satirico “Patuasia” – la rete del Comune e quella della Regione sono gestite da Inva, potrebbero essere state accorpate”. Di fatto l’assessore afferma di non saperne nulla e che comunque non è stata dato nessun mandato sulla questione. “Se vuole un commento politico – aggiunge Paron – credo che dovrebbero essere bloccati tutti i blog per i dipendenti pubblici per i quali non c’è necessità di accedere ad internet”. “Abbiamo da nuovo regolamento tutta una serie di blocchi per determinati siti: facebook, social network, siti porno, agenzie viaggi e altri tipologie – precisa ancora l’assessore comunale – da statistiche sull’utilizzo infatti emerge che siano stati fatti usi impropri”.

E’ una voluta volontà censoria dell’unica voce mordacemente dissidente – commenta invecePatrizia Nuvolari che, nel suo stile e senza mezzi termini continua – E’ inutile cercare motivazioni che non stanno né in cielo né in terra. La censura è un modello educativo per le masse come diceva qualcuno. Sono per la responsabilizzazione non per il castigo, abbiamo a che fare con un modello cinese”.Da una recente ricerca condotta in Australia emerge che l’impiegato felice del proprio lavoro, che chatta per mezz’ora al giorno anche in ufficio,  rende il 9% in più del suo lavoro rispetto ad un impiegato frustrato. E poi diciamolo, in questi anni le amministrazioni pubbliche sono state un grosso bacino di voti, con assunzioni che sono arrivate al limite. Oggi sono troppi e non hanno molto da fare in ufficio”.  “Il web è impalpabile, più lo oscuri e più lo rafforzi: in questi tre giorni sono arrivati sul blog in 2000, prima dell’azione censoria erano circa mille. Allora un grazie…”.

ecco i costi / quali benefici?

aprile 23, 2011

Riceviamo e volentieri pubblichiamo: ma quanto ci costi?

Mancano i costi di gestione e altre opere correlate, ma… chi ci guadagna secondo voi?


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