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Niente aerei: in Valle D’Aosta volano solo sprechi

30 novembre 2011

L’ex aeroporto sportivo Corrado Gex è chiuso da tre anni: dopo i lavori di ristrutturazione e una convenzione trentennale, l’Enac ha autorizzato il bando per un accordo di 4 anni con una compagnia aerea

da Il Fatto Quotidiano del 26 novembre 2011

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/26/in-valle-daosta-volano-solo-sprechi/173253/

Il lusso si paga. Se poi è inutile, pazienza. I 127 mila abitanti valdostani, a loro insaputa, convivono con una cambiale di 97 milioni di euro per l’ex aeroporto sportivo “Corrado Gex” di Aosta: 764 euro a testa fra concessione trentennale e lavori di ristrutturazione. Il conto è aperto: manca il contributo regionale per far decollare un aereo al giorno, un’usanza abbastanza frequente per un aeroporto normale, una speranza per i valdostani.

Il racconto è affascinante e complesso come le vette che circondano la città, il vento a raffica che fa impazzire i piloti (quelli acrobatici, s’intende).

Stanchi di trasporti occasionali e rischiosi – si atterrava a vista, cioè senza indicazioni radio e senza luci di traiettoria – tre anni fa il “Corrado Gex” chiude per trenta mesi. Non è che prima funzionava: “C’era un viaggio per Roma – spiega l’assessore regionale ai Trasporti, Aurelio Marguerettaz – utilizzato soprattutto per i nostri funzionari. Diciamo per i dipendenti pubblici”.
L’azienda che gestisce il minuscolo scalo si chiama Avda, una società per azioni un po’ pubblica e un po’ privata: 49 % Regione, 51 % Air Vallee. Non fatevi ingannare dal nome: la compagnia area Air Vallee di proprietà dei genovesi Costantino, pur d’ispirazione valdostana, indica Rimini come sede legale. Nonostante l’aeroporto sia destinato a un pubblico di nicchia, addirittura s’immagina un trionfo con 45 mila passeggeri annui, il progetto di ampliamento si trasforma in 43 milioni spesi per allungare la pista di 300 metri, e s’arriva dunque a un chilometri e mezzo, e per creare un’aerostazione al posto di un caseggiato di legno. Impossibile, però, fermare il vento e temperare i monti.
Convocato per disegnare un gioiellino, l’architetto milanese Gae Aulenti disse: “Mi piace la sfida perché difficile. Questa zona è terribile”. E dirigenti coraggiosi, allora, ordinano soldi e soldi. Con un simpatico paradosso: la Regione s’incazza con la Regione perché vuole capitali regionali. Buttato giù asfalto e cemento, Avda protesta con la Regione (suo socio di minoranza): dobbiamo rivedere la convenzione trentennale del 2005, non bastano 1, 8 milioni l’anno per la gestione, ne vogliamo il doppio.
Iniziano i contenziosi: la Regione contro le richieste di Avda, cioè con se stessa; la Regione contro le imprese che vinsero l’appalto. Non c’è tregua, e nemmeno passeggeri. “Una speranza”, dice Marguerettaz. Forse nel 2012 riapre la linea per Roma, molto forse.
L’Enac ha autorizzato il bando per un accordo di 4 anni con una compagnia aerea, qualcuno scommette sia Air Vallee: voi ci fate il piacere di volare verso Roma, noi vi ringraziamo con 14 milioni di euro. Ma le condizioni mica cambiano: se nevica tanto, si va a Torino o Milano, e anche se tira vento, e anche se c’è ghiaccio. Quasi sempre d’inverno, il periodo che interessa ai turisti: “Ci telefonano dalla Polonia alla Russia”, dice soddisfatto Marguerettaz.
Disperata per un ingorgo senza vie d’uscita, la Regione pensa di recuperare i soldi dirottando i passeggeri su Torino, ovviamente in pullman e per i 100 comodi chilometri di autostrada. “Però, l’imbarco si può fare ad Aosta!”, replica con ottimismo, l’assessore.
Certo, servivano 97 milioni di euro, più 14 in preventivo, per capire che conviene volare a Caselle invece di giocarsi la pelle ad Aosta.

AVDA: 3.485.015 euro / anno

5 giugno 2011

AEROPORTO Corrado Ex: CONTRO IL RICORSO AL TAR DI AVDA

Braccio di ferro sul Gex: la Regione ha deciso di andare in Tribunale

Motivo dello scontro la richiesta del gestore di aumento del canone dopo l’ampliamento

[D. M.]
 

AVDA: 3.485.015,00 euro / anno

Nuovo capitolo nel braccio di ferro che oppone la Regione alla società che gestisce il Corrado Gex di St-Christophe, la Aeroporto Valle d’Aosta (Avda, 51% Air Vallée, il resto Regione).

Ieri la giunta ha dato il via libera alla costituzione in giudizio contro il ricorso presentato dall’Avda per «l’annullamento, previa sospensione» di una delibera approvata dall’esecutivo regionale l’8 Aprile.Al centro della vertenza c’è l’adeguamento del canone previsto dalla convenzione trentennale per la gestione dell’aeroporto Corrado Gex: Avda chiede il suo aumento, ma la Regione si oppone. La vicenda non è nuova. Già alla fine del 2009 la società che gestisce lo scalo aveva chiesto l’avvio dell’istruttoria per la revisione e l’adeguamento del canone.

Nel giugno del 2010 si è costituito, per esaminare la richiesta, un Comitato tecnico paritetico, riunitosi nove volte fino ai primi mesi del 2011. Il 14 febbraio Avda ha concretizzato la proposta di aumentare il canone, in quel momento fissato sulla cifra di un milione 806 mila 115 euro, proponendo l’innalzamento fino a tre milioni 485 mila 15 euro: un incremento di un milione 678 mila 900 euro, ovvero del 93 per cento. Richiesta che i gestori dell’aeroporto hanno avanzato in virtù di aumentati costi di gestione, in particolare legati al fatto che rispetto al 2004, anno in cui è stata sottoscritta la convenzione, l’aeroporto si è ampliato.La Regione si è però opposta con decisione: prima facendo notare che il Comitato tecnico paritetico «non è titolare di poteri decisionali in merito alle modifiche della convenzione o del corrispettivo a essa riferito» poi, sulla base di «un’analisi dettagliata di tutte le voci di spesa», esprimendo la «non accoglibilità delle istanze di Avda in quanto relative a costi non adeguatamente comprovati o verificati e, in ogni caso, mai valutati in un’ottica di complessiva verifica dell’andamento economico dell’azienda».

L’ultimo atto l’8 aprile, con l’approvazione da parte della giunta della delibera contro la quale Avda ha poi presentato ricorso al Tar. In essa l’esecutivo regionale mette nero su bianco il suo «no» alla richiesta di aumento del canone e ribadisce che «non essendo state concordate modifiche del corrispettivo» si continuerà a fare riferimento ai termini contrattuali previsti nella Convenzione originaria.
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Ci chiediamo …ma quanto reddito avrà prodotto AVDA & co. a favore dei Valdostani?
Li vale davvero tutti questi soldi pubblici o sarebbe meglio investirli in ambiente e ferrovia?
 
 

Che nome per l’aeroporto nuovo?

17 febbraio 2009

La buon’anima di Corrado Gex è stata, in questi ultimi tempi, tirata spesso in ballo, vuoi per la tesi di un complotto dei servizi segreti sovietici che, secondo l’interpretazione della signora Mary Pace, l’avrebbero assassinato con il gas nervino; vuoi per la questione aeroporto che porta il suo nome. Non mi addentro nel primo caso della questione perché, considerate le misteriose fonti, ancora non mi interessa. Nel secondo caso, invece, mi nasce spontanea una domanda: come potrà il ciclopico aeroporto continuare a portare il nome del giovane deputato senza offenderne la memoria? Quello attuale è nato come aeroporto per piccoli veivoli da turismo a vela e a motore: uno sport che abbraccia l’esaltazione per l’aria insieme a quella per la montagna e Corrado Gex era complice di questa passione. Nel prossimo futuro il nome di questo uomo che conosciamo come colto, sportivo, amante della natura forte dei ghiacci, sarà quello di un aeroporto commerciale, rumoroso, inquinante, costoso e probabilmente inutile. Niente più voli di gabbiani, quelli che amava fare lui, ma grugniti di porci con le ali. Giusto per essere coerenti non sarebbe il caso di pensare a un altro battesimo e chiamare il futuro aeroporto Corrado Ex?

Lettera scritta alla Stampa il 17 febbraio 2009 da Patrizia Nuvolari

Che senso ha? Ma si farà!

17 febbraio 2009

L’unica cosa che è stata chiara è che si farà. Dell’incontro con il Presidente della Giunta Rollandin, accompagnato dai suoi tre valletti: Zublena (detta assessore all’ambiente); Marguerettaz (detto assessore al Turismo), Viérin ( detto assessore alle Opere Pubbliche), fortemente voluto da 175 cittadini per fare chiarezza sull’argomento aeroporto, non si è capito molto. Sembra che il progetto sia nato dieci anni fa con Dino alla Presidenza della Giunta, ribadito dal successore Luciano e accolto con “rassegnazione” da Augusto. Nessuna responsabilità solo destino. Noi poveri mortali veniamo alla conoscenza dello scellerato progetto solo ora: possibile? Possibile che allora i Verdi (in Giunta), non ne abbiano parlato e strombazzato? Che Roberto Louvin, a quei tempi Presidente del Consiglio prima e della Regione dopo, non ne sapesse nulla? Vorrei sbagliarmi, ma non mi sembra di aver sentito un particolare baccano in materia. Le voci, nelle orecchie dei cittadini, arrivano oggi. Mettiamo pure che ieri siano state occluse dal cerume, ma com’è che il salone regionale era pieno zeppo? Vuol dire che il problema e l’inquietudine che ne deriva sono ben presenti. Si vede che allora il concetto di partecipazione, oggi tanto sbandierato dai banchi dell’opposizione, non era ritenuto, dai banchi della maggioranza, così necessario.  I tecnici, al soldo delle casse regionali, hanno fatto il loro mestiere e cioè presentarlo nel modo migliore possibile: nessun impatto ambientale, nessun inquinamento acustico, sicurezza al cento per cento, benessere garantito per la collettività… . Che altro potevano dire? Certo che, se volevano sedare le preoccupazioni, non ci sono riusciti: la gente ha continuato a esprimere ansie e dubbi. Zublena non ha risposto alle domande rivoltele; Marguerettaz zitto zitto ha dondolato il capo, manifestando al pubblico di non soffrire di cervicale; Viérin ha interpretato in modo magistrale la parte del nulla. Rollandin, mostrando un astutissimo basso profilo che, dopo gli anni dell’arroganza caveriana, è sembrato una benedizione, si è scusato per la frettolosità dell’appuntamento, ha fatto capire di non capire, esattamente come il pubblico (un tocco di empatia che ha commosso), che si è trovato costretto a procedere, che ha provato a limitare le dimensioni della bestia, che è disponibile ad altri incontri, ma che ormai les jeux sont faits, riens ne va plus. È proprio così? Il ponte sullo stretto è stato bloccato, nonostante gli appalti in corso, perché mai dovremmo rassegnarci al destino? Un destino a sopresa perché, da quello che è emerso nel corso del dibattito, nessuno sa ancora come sarà, a cosa servirà, a chi gioverà l’aeroporto commerciale.

Patrizia Nuvolari