50 € al vento

Per anni i contribuenti hanno sostenuto costi notevoli per la realizzazione di uno scalo di fatto non frequentato da alcun volo commerciale da molti anni; nell’immediato futuro è inoltre stato stanziato un altro importante capitolo di spesa per concludere l’aerostazione fantasma, ormai fatiscente e quasi tutta da rifare (nuovamente con soldi pubblici).

Di voli commerciali – per quanto si parli ormai da tempo di una riapertura della tratta Aosta-Roma – ad oggi non vi è neppure l’ombra (e per fortuna), ma per coloro che di fatto rappresentano la linfa dell’aeroporto, ovvero i sempre meno numerosi piloti di aliante e di piccoli aerei turistici, è giunta un’ennesima sorpresa da parte di AVDA.

Per Legge dovrebbe essere consentito l’accesso a chiunque abbia un brevetto da pilota, ma ad Aosta non basta.  Vuoi entrare in aeroporto? Fai un corso on-line in materia di Security aeroportuale (con tematiche che hanno un senso in una realtà come Malpensa) e paga un tesserino che costa 50 €… che poi naturalmente andrà rinnovato periodicamente.

E’ vero che nella nostra bella Valle le mucche hanno fatto storia, ma non per questo è corretto mungere chi di fatto costituisce la spina dorsale di una realtà già ampiamente messa in ginocchio da un progetto di volo commerciale in netta antitesi con la vocazione turistica della nostra regione.

Non appare evidente alcuna sostenibilità economica delle spese sino ad ora profuse per la realizzazione del nostro scalo, né per la sua gestione (personale, VVF, manutenzioni, ecc…); sembra assai improbabile che tanti milioni di Euro spesi vengano mai ammortizzati in qualche modo (con un volo Aosta-Roma?), mentre ad oggi appare lampante che la struttura del volo commerciale rappresenti esclusivamente dei costi fissi e alti: insomma, quasi l’opposto della pubblicità della Conad che vorrebbe venire incontro alle persone comuni (i contribuenti nel nostro caso).

Dispiace per i dipendenti, per i quali è giusto che – essendo stati assunti – abbiano una garanzia di un posto di lavoro; ma che cosa fanno tutto il giorno da anni in un aeroporto dove di voli commerciali non se ne sono sostanzialmente mai visti? E’ giustificabile questa spesa pubblica? Non andrebbero forse ricollocati in contesti utili alla società e magari produttivi?
Le risorse umane, ora inutilmente sprecate per mantenere aperto un’aeroporto commerciale operativamente inutilizzabile ed economicamente insostenibile, potrebbero esser utilmente impiegate per riconvertire lo scalo di Aosta in un centro internazionale per il volo e vela, per il volo sportivo e per quello da diporto.
Ad esempio – per essere propositivi – l’ex-Hotel Alp Aosta, opportunamente ristrutturato, potrebbe tornare ad essere un punto di accoglienza per partecipanti a raduni e stage, generando un indotto economico, per quanto piccolo, fruttuoso. Una parte dei dipendenti di AVDA potrebbe essere impiegata per gestire l’albergo, altri per avere una linea di volo efficiente ed una manutenzione attenta dell’aeroporto (ad esempio attualmente entrare dalla strada statale allo scalo aeroportuale fa davvero male agli occhi per lo stato di abbandono).

La distorsione delle basi poste da Corrado Gex per un aeroporto turistico ha condotto progressivamente alla scomparsa dell’indotto economico generato dai piloti di aliante stranieri (ormai quasi del tutto scomparsi) con la conseguente chiusura delle attività di ospitalità alberghiera e di ristorazione attorno alle quali orbitavano centinaia di “turisti del volo” con annesse famiglie, alla scomparsa dell’attività dei paracadutisti, al declino dell’attività di volo di un aeroclub che era fiorente e che aveva delle potenzialità notevoli. E’ sufficiente entrare in aeroporto per vedere che di tutto ciò non resta più nulla: solo un baretto che stenta a sopravvivere e che in genere di Domenica è pure chiuso. Alla faccia della promozione turistica…

Basta fare un giro sul sito http://www.avda-aosta.it/voli_arrivi.asp dove da anni ed anni non è schedulato nessun volo; ma – per giustificare la presenza di un inutile metal detector – chi davvero vola deve esibire il tesserino da 50 € per entrare. 50 € per ogni pilota gettati al vento (o nelle tasche di qualche burocrate).

La Valle d’Aosta, per motivi geografici e climatici, è uno dei posti più spettacolari d’Europa dove volare a vela: il volo turistico-sportivo andrebbe sostenuto dalla politica locale, in antitesi con uno scalo commerciale insostenibile economicamente, che tenta di andare in concorrenza con aeroporti come Caselle. I numeri non ci sono e la vocazione di sviluppo è un’altra.
I pochi potenziali passeggeri di altrettanti potenziali voli di linea potrebbero essere gestiti da un collegamento di autobus verso gli altri aeroporti, il cui costo sarebbe infinitesimale rispetto alla situazione attuale e – pensando a quanto costerà un’aerostazione (nella migliore delle ipotesi sotto-utilizzata) – anche alla situazione futura.

Che cosa ne sarà tra qualche anno della nuova aerostazione?
Un futuro supermercato dove forse verranno assunti gli attuali dipendenti AVDA?

– il C.A.S.

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