Una zavorra per l’economia

Aeroporto di Aosta, la Corte dei conti bacchetta la Regione: “Una zavorra per l’economia”

L’accusa alla Regione: “Obiettivi non garantiti anche con l’aeroporto ultimato e in funzione”
(fonte La Stampa, Aosta)

L’incompiuto aeroporto, oltre a non prendere il volo, è diventato una zavorra per il sistema economico valdostano. Secondo la Sezione di controllo della Corte dei conti VdA «il programma previsto dalla legge regionale 78 del 1991 (quella che autorizzava a finanziare il potenziamento del Corrado Gex, ndr) è di così vasta portata, per caratteristiche tecniche e relativi costi, che sta producendo un effetto di “paralisi” in termini di risorse sull’economia valdostana, soprattutto se rapportato al cospicuo numero di anni che sta impegnando il realizzarsi dell’opera».

La citazione è tratta dalla Relazione al Consiglio regionale sul rendiconto generale della Regione per il 2016, redatta il 22 novembre. Il documento analizza il bilancio regionale ma dedica ampio spazio alla vicenda dell’aeroporto. L’interesse verso il Corrado Gex è giustificato dal fatto che «gli ingenti stanziamenti registrati a rendiconto e la mancata ultimazione dell’opera hanno indotto questa Corte a porre particolare attenzione alla valutazione dei profili economici dell’operazione, in quanto sono del tutto mancati i ritorni attesi dagli investimenti finora effettuati».

Il lavoro della Sezione di controllo è stato supportato anche da un’audizione con i vertici della Regione il 28 agosto. La Corte dei conti evidenzia che «solo nel decennio 2007-2016, a fronte di stanziamenti complessivi pari a 33 milioni 243 mila 218 euro, gli impegni totali sono stati 28 milioni 453 mila 500 euro. Di questi, solo una parte molto contenuta, pari a 1 milione 629 mila 828 euro, si è tradotta in pagamenti di competenza, mentre un cospicuo ammontare, pari a 25 milioni 823 mila 672 euro, ha alimentato la massa dei residui. I pagamenti complessivi sono stati pari a 18 milioni 704 mila euro. In altri termini, gli esiti della gestione in conto residui informano dell’ingente ammontare di cospicue risorse, bloccate nel tempo, potenzialmente sottratte a eventuali impieghi alternativi, per un’opera che tarda a vedere la luce».

Secondo la magistratura contabile «i principali fattori responsabili dell’incremento dei costi e del mancato rispetto di una congrua tabella temporale per l’ultimazione dei lavori sono rinvenibili anche nella mancanza di una configurazione unitaria degli interventi (alcuni demandati alla Regione e altri alla società Avda), ciò che ha dato luogo a un massiccio contenzioso non ancora risolto, e alla sovrapposizione di fasi produttive, con la realizzazione iniziata prima che fosse contemplato un verosimile piano industriale».

Beffa finale: «Dalla stessa audizione è emerso che anche un eventuale completamento e quindi un pieno funzionamento della struttura non garantirebbero il perseguimento dell’obiettivo in termini di risultato economico, tant’è che la Regione ha avviato un aggiornamento del master plan per capire le ragioni dello scarso successo dello scalo ed avere un quadro aggiornato rispetto all’attuale contesto del comparto aeronautico».

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