1997-2017

L’espansione urbanistica: nuovo ostacolo ai trasporti

ALESSANDRO MANO / La Stampa, Aosta
AOSTA

Una regione dai tanti primati, ma in cui «era del tutto assente uno strumento per pianificare i servizi» nel settore dei trasporti: la Valle d’Aosta ha l’autostrada più cara d’Italia, una delle ferrovie più arretrate dello Stivale, un aeroporto commerciale in cui non atterra un volo di linea da un decennio e in cui si festeggia con brindisi quando un aereo tocca terra, un sistema di trasporti su gomma tra i più foraggiati d’Italia, una rete di ricarica per i veicoli elettrici capillare, ma decollata da pochissimo. «In questo quadro, abbiamo voluto avviare lo studio per il Piano regionale dei trasporti, previsto da una legge regionale del 1997 e mai attuato» dice l’assessore ai Trasporti Claudio Restano.

Ci sono voluti vent’anni per avviarlo – la legge è del settembre 1997 e regola «norme in materia di servizi di trasporto pubblico di linea» – e servirà qualche mese di lavoro per arrivare a una prima bozza. Restano sventola il plico di fogli che ha davanti e spiega: «Questo è il nostro modo di lavorare. Affrontiamo collegialmente i problemi, senza paura di toccare alcuni argomenti, anche quelli fermi da anni». Il Piano ha come obiettivo di arrivare a un coordinamento tra i diversi servizi, pubblici e privati, oltre all’integrazione tra rotaia e gomma alla base della dalla legge di iniziativa popolare proposta dal comitato «La Valle d’Aosta riparte» e approvata in Consiglio Valle nel novembre 2016. La delibera approvata ieri evidenzia una particolarità della Valle: «L’espansione urbanistica è sempre più caratterizza da fenomeni di dispersione insediativa, che producono gravi diseconomie esterne sul sistema della mobilità: la rarefazione dell’insediamento residenziale, produttivo e commerciale aumenta gli oneri legati agli spostamenti di persone e merci e rende più difficile fornire un servizio di trasporto pubblico che sia competitivo con la mobilità tramite il mezzo privato». Quella che Restano definisce una «situazione complessa».

Le linee guida del nuovo Piano, dettate dalla giunta, prevedono un incentivo alla competitività tra i servizi che possono essere in concorrenza tra loro, vogliono ridurre l’impatto ambientale e sul territorio dei sistemi di trasporti, cercano di arrivare a una strategia di medio-lungo periodo per coordinare investimenti e razionalizzare gli interventi. Senza dimenticare l’attrattività della Valle per i turisti, cercando di rendere di nuovo la Valle una destinazione competitiva rispetto ad altri spazi dell’arco alpino.

Il Piano è complesso, e dovrà essere sottoposto alla Valutazione ambientale strategica per capirne l’impatto. Costerà 195 mila euro, «che abbiamo individuato nell’ultima variazione al bilancio» dice Restano. Sarà affidato al di fuori dell’amministrazione regionale attraverso un bando. Una volta redatta la bozza del Piano, questa sarà sottoposta alla Valutazione ambientale strategica e poi al Consiglio regionale.

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