1 volo senza passeggeri in 7 anni: quanto 1 autobus pieno

Avda ci riprova: “Voli charter ad Aosta”

Champagne, Chablis, Rioja spagnolo, cabernet cileno. Lussuose poltroncine da prima classe in pelle. Allestimento interno top di gamma. Appena 45 posti anziché i 97 che può accogliere con l’allestimento standard. Sorridente personale di volo in livrea, che saluta con uno stretto «good morning» o un forzato «buongiorno». Per la seconda volta è atterrato all’aeroporto Corrado Gex, giovedì pomeriggio, un «jumbolino», aereo quadrimotore. A bordo c’era solo il personale per un test di volo; un charter dall’Inghilterra potrebbe portare in Valle fino a 97 passeggeri, qualcuno in meno dalla Scandinavia per la maggior quantità di carburante necessario.

Il primo «jumbolino» arrivò nel dicembre 2010, sperando in gloria e 40 mila passeggeri l’anno su voli charter dai Paesi del Nord Europa. Finora non se ne è visto nemmeno uno, ma l’Avda, la società pubblico privata che gestisce lo scalo, vuole riprovarci. Allora la compagnia che testò le procedure di atterraggio strumentale del Corrado Gex fu la Malmö Aviation, svedese, con un Bae 146. Questa volta l’aereo, un Bae 146-200, è della Cello Aviation, bandiera britannica post Brexit – ma la Gran Bretagna era già fuori dall’area Schengen – che fa base a Birmingham e ha portato sui suoi aerei i calciatori del Manchester United e la regina Elisabetta. «Un’azienda che si è detta disponibile a investire sull’aeroporto di Aosta» dice Matteo Santin, consigliere di amministrazione dell’Avda. Trovando partner privati – tour operator o agenzie di viaggi che vendano la tratta per i soggiorni della neve -, la Cello sarebbe pronta a «basare un aereo all’aeroporto Gex».

Dal lusso, al deserto: l’aereo iperaccessoriato arriva (e riparte, ieri alle 12,42) in uno scalo spoglio: per i test di questi giorni l’erba è rasata di fresco; le strisce di pista e piazzole odorano ancora. Ad accogliere potenziali passeggeri c’è un terminal fatto da uno chalet quasi spoglio, con l’aerostazione di Gae Aulenti incompiuta un centinaio di metri più in là e l’ex motel Alp in abbandono.

Nelle intenzioni dell’Avda c’è il completamento delle procedure di omologazione, calibrazione e test di volo per la procedura di avvicinamento e atterraggio satellitare entro 3 mesi. «Come gestori ci impegniamo ad adattarci alle ultime necessità del volo» aggiunge Santin. Spetta poi al socio privato e alla Regione commercializzare lo scalo. «Stiamo pensando a una partnership con Cello – dice Germano Paoli, presidente del cda dell’Avda – per portare turisti inglesi direttamente dal city airport di Londra». Un’altra ipotesi sono charter verso Roma o località marine del Sud Italia. Per il volo di debutto era presente anche l’assessore al Turismo Claudio Restano, segnale di un approccio diverso verso il socio privato. «Speriamo sia l’inizio di un percorso» dice.

[ fonte La Sampa ]

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