l’Assessorato al Turismo e Trasporti

[ riceviamo e volentieri pubblichiamo ]

La Carovana delle Alpi
Bandiera Nera

A:
Aurelio Marguerettaz, Assessore al Turismo e ai trasporti della Regione Autonoma Valle d’Aosta dal 2008 .

Motivazione:
per la perseveranza nella costruzione di un’offerta turistica massificata e non sostenibile, e per il sostanziale abbandono del sistema di trasporto pubblico locale.

Descrizione:
costruire la politica turistica di un territorio significa, innanzitutto, riconoscere e selezionare in modo accurato gli elementi caratteristici, in modo da poterli sostenere e promuovere.

Poiché questo sostegno si traduce ancora spesso in contributo pubblico, ci si aspetterebbe che l’Assessorato al Turismo e Trasporti puntasse principalmente sugli aspetti legati all’unicità delle nostre montagne (la quiete, le passeggiate, la biodiversità, le aree protette, l’enogastronomia tipica), ma anche al ricco patrimonio storico del territorio, dai resti preistorici e romani alle testimonianze medievali.

Accanto alla monocultura dello sci, ereditata dagli ultimi decenni del secolo scorso, infatti, la domanda di turismo sostenibile – sia invernale che estivo – è in forte crescita, e promette di confermarsi come elemento significativo. Quindi, anche solo per motivazioni squisitamente economiche, questo tipo di proposta dovrebbe costituire il tassello fondamentale dell’offerta turistica valdostana.

Ma così, purtroppo, non è. Lo denunciamo da anni, la promozione turistica istituzionale valdostana troppo spesso predilige – e sovvenziona – aspetti legati ad una immagine artificiale dell’ambiente montano che ne fanno un divertimentificio dove tutto è possibile e permesso: eliski, eliturismo, raduni motoristici in alta quota, zoo di montagna (meglio noti come Parcs Animaliers) costruiti ai confini del PNGP e del Parco del Mont Avic, gite invernali con motoslitte.

E’ stata appena inaugurata la nuova funivia del Monte Bianco, un’opera che non abbiamo contestato in quanto tale, ma di cui abbiamo tentato invano di contrastare gli aspetti di gigantismo, in particolare la portata oraria eccessiva (800 persone all’ora) e l’infrastrutturazione di Punta Helbronner. Se la montagna viene concepita come parco giochi, si rischia di aver bisogno sempre più di mega impianti per essere attrattivi, con gravi rischi per l’ambiente. In questa direzione va il progetto del collegamento funiviario attraverso l’incontaminato vallone delle Cime Bianche (Ayas), con il quale si vorrebbe creare il comprensorio della “sciata infinita”, 500 km di piste! Anche un’occasione di riflessione storico-culturale sull’alpinismo, qual è stata ai primi di luglio la ricorrenza del 150° anniversario della conquista del Cervino, si è trasformata nel solito carrozzone spettacolare, con l’illuminazione a giorno della Gran Becca per 10 notti consecutive. Evidentemente anche il tema dell’inquinamento luminoso e dell’appeal che può avere il cielo montano per gli astrofili non interessa. Non va dimenticato che buona parte dei costi per la realizzazione degli impianti progettati viene sostenuto dalla Regione, ossia dai cittadini. Coì tutti i riflettori sono puntati sul ‘portare i turisti in montagna’ ma nessuno si pone la domanda su ‘come vi arrivano’. Il sistema di trasporto pubblico è notoriamente al collasso da anni, abbandonato dall’Assessorato, come più volte denunciato da associazioni e utenti. Non un solo settore fornisce un servizio dignitoso. Le condizioni della ferrovia sono sotto gli occhi di tutti, ma l’Assessore ha preferito investire sul materiale rotabile, i famosi treni bimodali, invece che per elettrificare e ristrutturare la linea.

Abbiamo un finto aeroporto commerciale, da cui non decolla e non decollerà nulla, un buco che ha inghiottito per anni risorse pubbliche ingenti, segando le gambe al volo a vela, che creava invece un forte indotto internazionale. Inspiegabile, poi, risulta la scelta di destinare ulteriori risorse al completamento dell’aerostazione, senza averne individuato una nuova destinazione d’uso.

Infine, il trasporto su gomma, pesantemente tagliato negli ultimi due anni, consiste in linee di fondovalle che si sovrappongono al treno, creando inutili doppioni e spreco di risorse, ed è mal-armonizzato con le corse per le valli laterali, dove il servizio è ridotto al minimo. Per cui ai turisti non resta che utilizzare l’auto privata, con pesanti ricadute sulla tranquillità delle nostre montagne, sulla qualità dell’aria e, ci permettiamo di dire, sulla qualità delle vacanze di chi cerca in montagna la tranquillità.

L’Assessore si merita dunque una doppia bandiera…una per ogni settore di competenza.

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Una Risposta to “l’Assessorato al Turismo e Trasporti”

  1. mesard cesar o. Says:

    parole assolutamente vere che dovrebbero per lo meno creare un po’ di curiosità o introspezione in chi le legge.

    E’ triste constatare che il prodotto valle d’aosta, che viene ostinatamente venduto sui vari mercati del turismo è obsoleto, non sostenibile e non remunerativo.

    La politica di questa piccola regione non vuole sentire ragioni, non crede nei propri cittadini, non crede nel turismo, non vuole creare una classe di imprenditori.

    Va bene così come è stato da sempre. la retorica post bellica dell’indipendenza da Roma e quattro frasi in un francese da terza elementare sono sufficienti per giustificare qualunque cosa.

    Così, nella totale indifferenza dei nostri vicini francofoni e senza alcun contatto con il Piemonte, che pure potrebbe essere un partner strategico, continuiamo nella nostra ridicola solitudine che sta uccidendo quel poco di turismo familiare che c’era nelle valli laterali e che sta creando generazioni di impiegati regionali nullafacenti.

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