La Valle d’Aosta ed i collegamenti aerei

In teoria la Valle d’Aosta, essendo dotata di un aeroporto commerciale, è raggiungibile anche per via aerea.

Da Maggio 2000 fino ad Agosto 2008 effettivamente la compagnia Air Valleé S.p.a (Services Aeriens du Val d’Aoste) ha effettuato, con velivoli Dornier 238 da 31 posti, voli passeggeri da e per Roma.

Ad Agosto 2008 i voli di Air Valleé si sono interrotti per consentire l’esecuzione dei lavori di potenziamento dell’Aeroporto (allungamento della pista, rifacimento delle luci, l’istallazione delle radioassistenze necessarie a consentire voli notturni).

L’aeroporto ha riaperto nell’inverno 2010 limitatamente ai voli a vista.  In attesa che gli apparati e le procedure strumentali (quelle che rendono possibile atterrare e decollare di notte) fossero testate, certificate ed approvate, Air Valleé ha attivato un collegamento sperimentale tra Aosta e la cittadina francese di Angers che prevedeva il decollo e l’atterraggio a vista sull’aeroporto di Aosta. Dei 14 voli programmati ne sono stati realizzati solo la metà, gli altri sono stati cancellati per assenza di passeggeri o dirottati per maltempo su Torino e Cuneo.

L’insuccesso di questo volo sperimentale ha portato alla fine dell’attività di Air Valleé sull’aeroporto di Aosta e di lì a poco alla chiusura definitiva della compagnia. Solo dopo l’ottenimento della certificazione strumentale dell’aeroporto, conseguita nel Febbraio del 2012, è stato possibile avviare la procedura per individuare, con un bando europeo, una compagnia idonea che fosse disposta ad effettuare il servizio tra Aosta e Roma.

Trovare una compagnia disposta ad operare sull’aeroporto di Aosta non fu facile perché si tratta di uno scalo davvero marginale:

  • sia dal punto di vista commerciale: bacino di traffico inadeguato / assenza di servizi / tessuto economico sfavorevole / prossimità di aeroporti più accessibili e meglio serviti;
  • che da quello operativo: l’aeroporto è situato in una valle stretta e profonda che limita la possibilità di manovra dei grossi velivoli commerciali / per evitare il sorvolo a bassa quota della città che si trova a ridosso dell’estremità ovest dell’aeroporto, l’avvicinamento e l’allontanamento dei grossi velivoli commerciali è limitato al settore Est / le condizioni metereologiche sono spesso avverse (vento forte, abbondanti precipitazioni nevose, basse temperature con formazioni persistenti di ghiaccio) / obbligo da parte dell’operatore di utilizzare equipaggi appositamente addestrati ad operare nelle condizioni marginali che caratterizzano lo scalo di Aosta.

airlinks

Alla fine fu individuata la compagnia svizzera Darwin.  Il servizio avrebbe dovuto iniziare nel Settembre 2013. L’accordo prevedeva che la Darwin, a fronte di un contributo di 1,9 milioni di euro all’anno, vendesse i biglietti per Roma a non più di 120 euro a passeggero. In base alle previsioni della stessa Darwin i passeggeri avrebbero dovuto essere in media 13 a volo, in totale circa 6.400 all’anno. “Sfortunatamente” poco prima che iniziasse il servizio l’ENAC (Ente Nazionale dell’Aviazione Civile italiana) bloccò i voli. La ragione addotta fu che la Darwin, in quanto compagnia basata in Svizzera (stato extraeuropeo), non aveva i requisiti per effettuare attività di cabotaggio (voli commerciali che abbiano origine e fine) all’interno del territorio degli stati che aderiscono alla comunità europea.

Questo ennesimo contrattempo, anche se doloroso e mortificante per l’orgoglio dei nostri amministratori, ha avuto almeno il pregio di impedire un grave esborso di denaro pubblico nell’attuale grave crisi finanziariaPer attivare il volo per Roma, infatti, sarebbe stato necessario incrementare l’organico dei vigili del fuoco di circa 70 unità con un ulteriore aumento di spesa di più di 3 milioni di euro all’anno.

Avrebbe avuto senso spendere ulteriori 5 milioni di euro (1,9 milioni per sovvenzionare la Darwin + 3 milioni per i pompieri) per trasportare 6400 passeggeri? Ammesso e non concesso che i 6400 passeggeri previsti fossero tutti turisti, il loro apporto all’economia del territorio sarebbe stata sufficiente a ripagarci, non dico l’investimento sostenuto per ammodernare l’aeroporto (nel complesso più di 50 milioni di euro, oltre ai costi a lato), ma almeno i 5 / 6 milioni di euro all’anno che ci sarebbe costato il volo per Roma?

Non sarebbe più utile e meno dispendioso far arrivare i turisti stranieri all’aeroporto internazionale di Caselle per trasportarli, poi, in poco più di un’ora, con un pullman extralusso, in Valle d’Aosta?

Quello che sconcerta è che il collegamento autostradale a mezzo pullman tra Caselle e Aosta fu abolito alcuni anni fa per eliminare un “inutile spreco di denaro pubblico”!

Sulla effettiva inutilità del collegamento Caselle Aosta su La stampa del 18/01/2014 nell’articolo “Caos aeroporto dopo il “no” a Darwin” si legge:
“Quel che è certo è che la situazione impensierisce i valdostani, in primis gli operatori turistici che devono tenere testa alle altre località, avendo però l’autostrada più cara d’Italia, una delle ferrovie più problematiche del Paese e un aeroporto congelato. «Quello che mi impensierisce di più – dice Alessandro Cavaliere, presidente degli albergatori – sono i collegamenti con i grandi aeroporti. Servono servizi che siano efficaci e non troppo costosi, sennò siamo penalizzati rispetto ai “competitors”. I transfert da Malpensa, Bergamo, Ginevra, Torino (da cui arriva il 70 per cento dei turisti che prende l’aereo) e le nostre valli costano anche 200 euro per un’andata e ritorno.”

 

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