il danno e la beffa

il danno: 7 milioni e 600 mila Euro di costi fissi annui

la beffa: tutto va avanti nonostante tutto

Valdostani…. PRRRR!

​Volo Aosta-Roma, bocciata Darwin

(fonte la Stampa)

Volo Aosta-Roma, tutto da rifare. La Darwin Airline, il vettore svizzero a cui l’Enac (in un appalto con i soldi della Regione) aveva affidato la tratta lo scorso luglio, ora è fuori dai giochi. I responsabili dell’Enac, l’ente nazionale aviazione civile (che ha curato il primo appalto) si sono riuniti mercoledì e hanno deciso che: «Il collegamento aereo Aosta-Roma Fiumicino e viceversa al momento non può essere operato dalla Darwin Airline». Il problema è che la Darwin è una società svizzera, ha sede a Lugano, e non può concorrere a gare comunitarie. Ad evidenziarlo è stata la stessa Commissione europea. L’Enac ha ripercorso le tappe per giungere alla conclusione che la società elvetica non potrà decollare da Aosta. «La Commissione europea – si legge nella decisione dell’Enac -, informata dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e da questo ente sull’esito delle gare Bolzano-Roma Fiumicino e viceversa e Aosta-Roma Fiumicino e viceversa, ha definitivamente espresso la propria posizione riguardo la possibilità, per un vettore svizzero, di operare rotte interne al territorio italiano». Questa possibilità non è concessa, non ancora almeno e questo perché «sono ancora in corso i negoziati tra l’Unione europea e la Svizzera per i servizi aerei in cabotaggio».

L’Europa ha quindi chiesto all’Italia di «astenersi dal concedere diritti di cabotaggio ai vettori svizzeri» e questo anche tenuto conto del fatto che le autorità elvetiche fanno altrettanto e «non autorizzano i vettori comunitari ad operare all’interno della Svizzera». La soluzione non sembra vicina e si allungano i tempi per il ripristino del volo che dovrebbe collegare la Valle d’Aosta con la capitale. La Darwin avrebbe dovuto iniziare a operare il 30 settembre scorso. Ora invece l’Enac dovrà bandire una nuova gara europea. Chi gioisce è Airvallée, che ha già annunciato l’intenzione di partecipare e che aveva sollevato il problema dell’incompatibilità dell’elvetica Darwin con un ricorso al Tar del Lazio.

“Nessun ragionamento strategico dietro alla politica regionale”

(fonte AostaSera.it)

[…] restando nell’ambito dei trasporti, perché la Regione continua ad investire milioni sul fantomatico aeroporto, dal momento che l’Enac lo ha eliminato dal proprio piano strategico, e non si riesce neppure ad avviare il volo per Roma?

7 Risposte to “il danno e la beffa”

  1. mr.grey Says:

    Anche se mi spiace per i tredici (TREDICI!!) portaborse e relativi padroni che avrebbero goduto (a nostre spese) del servizio devo dire che è un’ottima notizia. Vivo in Svizzera da 4 anni e i voli di DARWIN sono quanto di peggio esista sul mercato. Spesso in ritardo se non cancellati come la peggiore alitalia…
    poudzo

  2. Francesco Statti Says:

    Stamattina sulla pagina della Stampa dedicata alla Valle d’Aosta ho letto che ancora una volta l’apertura dell’aeroporto Regionale è stata rimandata, e questa volta senza sapere fino a quando. Pare che a bloccare l’entrata in servizio del Corrado Gex e dei voli per Roma, sia stata l?ENAC ( ente nazionale dell’aviazione civile ) a cui è demandata la gestione di tutto il traffico aereo nazionale. La ragione dell’intoppo pare sia dovuto al fatto che la compagnia aggiudicataria il servizio tramite appalto, non abbia le carte in regola in quanto svizzera e come tale non potesse partecipare agli appalti europei in quanto non facente parte dell’EU. Chi ha dato tale notizia agli organi di stampa, forse non si è reso conto della figuraccia : ma è possibile che chi ha indetto l’appalto europeo, la RAVA, credo, non sapesse o non si è resa conto che l’aggiudicatario dell’appalto, la Darwin, non avesse i requisiti per partecipare? Questo ulteriore ritardo – da notare che la riapertura dell’aeroporto dopo i lavori di ampliamento, durati circa 1,5 anni, risale al gennaio del 2010 per la parte riguardante la pista mentre per l’aerostazione, posta nel lato ovest dell’area i lavori non sono ancora terminati e da diverso tempo sono interrotti per ragioni economiche – ridicolizza gli autori del progetto di un aeroporto commerciale valdostano considerando che scali ben più grandi e meno problematici sono stati esclusi dal riconoscimento strategico. Questo è il quarto anno che l’aeroporto commerciale voluto dalla gran parte della classe politica locale eroga solo degli stipendi agli addetti senza fornire nessun servizio ai cittadini. Da notare che la destinazione data al Corrado Gex ha interrotto e fortemente penalizzato l’attività aviatoria che ne giustificò la costruzione ( nel 1959 vi fu l’innaugurazione ), vale a dire il Volo a motore,Volo a Vela ed il Paracadutismo. Tali attività avevano fatto conoscere la Valle nel mondo al punto che molti stranieri venivano a svolgere degli stages, principalmente di volo in aliante, che grazie alle condizioni aerologiche della regione consentiva loro di fare dei voli performanti, oltre a godere dei panorami di cui si può godere. Questa massa di avioturisti, con al seguito le loro famiglie, creavano un ritorno decisamente interessante per la regione in termini turistici e promozionali.
    A causa della destinazione data all’aeroporto tutto ciò si interrotto a causa delle diverse esigenze del volo turistico e di quello commerciale che no coincidono, essendo il secondo sottoposto a normative di sicurezza decisamente di ostacolo del volo sportivo e turistico.
    Oltre a quanto sopraddetto occorre tener presente che Aosta, viste le condizioni aeroclimatiche, è un sito che pone pesanti limiti al traffico commerciale con il risultato che i passeggeri sono poco numerosi poiché gli aerei che possono approdarvi hanno una portata esigua ( secondo La Stampa odierna la Soc. Darwin assicurava 12 passeggeri per volo (sic! ). Malgrado le aspettative fossero di tutt’altra natura bisogna arrendersi davanti all’evidenza poiché l’area aeroportuale si trova all’interno di un contesto zeppo di precedenti costruzioni autostradali che ne hanno limitato l’ampliamento; oltre al fatto che i comandanti degli aerei, tenuto conto dell’altitudine di Aosta nonché dei parametri degli aeromobili, sono costretti ad imbarcare meno passeggeri, col risultato che meno carico pagante a bordo rende più costoso il volo per le compagnie e le perdite eventuali dell’esercizio si amplificano. Diverse forze politiche hanno messo in evidenza il fallimento del dare “ali alla nostra Valle”ma tutto è rimasto senza esiti pur avendo speso oltre i trenta milioni ( l’ultimo articolo della Stampa parla di quaranta ). Visto il tempo trascorso dalla riapertura, considerato che “l’aeroporto non decolla”, tenuto conto che il costo di mantenimento in esercizio di questa situazione di aeroporto senza traffico, pesa sul bilancio regionale nella misura di oltre1,8 milioni annui e che un contratto demenziale della durata di 30 anni ( come dichiarato dall’assessore ai trasporti ) ne perpetua nel tempo gli effetti, credo proprio che vi siano poche scappatoie al fatto che questo “carrozzone regionale” si istituzionalizzi.
    Personalmente mi sentirei di fare una proposta che non è dettata per niente da interessi partitici e tanto meno personali, anche se in qualità di appassionato di volo e praticante le discipline di volo a vela e volo motore potrebbe sorgere il sospetto di essere di parte. Forse lo sarò ma invito chiunque a fare una proposta che faccia uscire da questa situazione quell’emorragia di denaro che da diversi anni caratterizza l’aeroporto regionale.
    La proposta che farei è di far ritornare lo scalo valdostano all’uso che se ne faceva in passato, vale a dire quello turistico sportivo, potenziando e divulgando con i veicoli del caso il volo in VDA. Con molto meno denaro di quello che attualmente viene corrisposto alla Soc. AVDA si potrebbe favorire la rinascita di quella nicchia che le attività del volo consentono e che, essendo tale, non conoscerebbe né crisi e tanto meno rallentamenti di attività in quanto gli appassionati non rinunciano alle loro passioni facilmente. Poi siccome sono stati fatti degli investimenti in attrezzature per il volo commerciale sarebbe opportuno utilizzarle permettendo anche il traffico commerciale con aerei Executive abbandonando quelle megalomanie di fare del “charterismo” quando le condizioni non lo consentono. In definitiva aerei di affari, volo a motore, volo in montagna, volo a vela ed altri sport dell’aria consentirebbero di continuare l’attività aeroportuale, dare occupazione e soprattutto avere un aeroporto a “misura” di Valle d’Aosta, non una costosissima“cattedrale tra le montagne”.

  3. Francois Says:

    Buonasera,
    Mi permetto nella mia totale ignoranza ad intervenire sull’articolo e sul commento del Sig. Statti.
    1) L’aeroporto di Aosta non compare nel sito ENAC perché, come esplicitato all’ART. 692 del codice della Navigazione, Aosta non è un bene del demanio, ma bensì propietà della Regione Autonoma Valle d’Aosta.
    2) Il contratto “ultra-trentennale” è anch’esso esplicitato all’ART. 704 del Codice della Navigazione. Quindi in piena regola secondo la normativa vigente. Che poi possa sembrar o sia una cavolata è un altro paio di maniche.

    Trovo però molto sensato il discorso del Sig. Statti in merito ad idee su uno sviluppo calzante sulla realtà della Valle.
    Trovo stupido pensare al mero sviluppo dell’avioturismo come negli anni 60′. Ma ciò detto non deve assolutamente mancare perché parte integrante della storia e della cultura del Corrado Gex.
    Come idee per uno sviluppo sostenibile si potrebbe pensare ad un potenziamento dello scalo in termini di traffico executive, privato e perché no, anche utilizzare la struttura per test di nuovi aeromobili/elicotteri. Oltre che sede di addestramento. Come ricordava sempre il Sig. Statti, Aosta fornisce un panorama climatologico e meteorologico più unico che raro, e l’orografia circostante apre un ventaglio di opportunità per l’addestramento.

  4. Francesco Statti Says:

    Non aveva nessuna intenzione di sindacare sul fondamento giuridico, o meno, della presenza dell’aeroporto di Aosta nel sito ENAC e della validità del contratto trentennale. Non ho dubbio che quest’ultimo sia valido e previsto dal Codice della navigazione, ma è proprio perchè è un contratto, ovvero la sottoscrizione di due libere volontà, che è quanto mai incauto sottoscriverlo per un periodo di trent’anni; o si è obbligati a farlo solo per quella durata?
    Riguardo allo sviluppo del C. Gex con un’attività avioturistica come negli anni 60, che lei trova stupido, deve sapere che fino ad oggi tale attività e stata l’asse portante dello scalo – fa eccezzione il periodo in cui Air Vallée ha operato i cui primi voli risalgono al 1987 con un turboelica “King Air”, seguito da alcuni Jet che hanno fatto la linea Aosta Roma – infatti se andiamo a vedere i movimenti, decolli e atterraggi, seppur con la penalizzazione dell’attività commerciale, sono per la quasi totalità fatti da alianti e aerei da turismo. Poi, caro Francois, bisogna averli vissuti quegli anni per sapere e rendersi conto della ricaduta sull’economia locale di tale attività.Basterebbe interpellare albergatori e ristoratori per avere l’idea dell’entità del fenomeno degli stages di volo a vela degli stranieri.
    Riguardo al traffico executive è giusto proporlo ma non dobbiamo illuderci più di tanto perchè chi giunge ad aosta con tali aeromobili lo fa per affari e gli affari in VDA sono piuttòsto limitati. In definitiva, scartati i voli charter, limitati i voli di affari ( non sono in grado di valutare quelli con scopi sperimentali, né li conosco per farmene un’idea ) cosa ci resta se non quelli turistici sportivi? A meno che non si voglia cambiare la destinazione d’uso dell’aeroporto Gex come suggerito dal consigliere regionale Cognetta: farne un ippodromo!

  5. Francois Says:

    Preg.mo Statti,
    Non ho definito stupido il fatto di avere attività aerosportiva, non mi permetterei mai.
    Ho detto che sviluppare solo quello, visto lo stato d’opera attuale, potrebbe essere stupido.
    Sarebbe bello sviluppare l’aeroporto anche per discipline sportive agonistiche come le gare in aliante o aereo, icte oculi, sarebbe un bello spiraglio di sviluppo e attività per l’aeroporto e porterebbe turismo e visitatori che sicuramente daranno beneficio al territorio.
    Per il volo executive non intendevo il mero volo d’affari, ma un polo funzionale per tutti gli aeromobili privati i cui clienti hanno attività da svolgere nel raggio di 200 km, avendo una catchment area ampia e decongestionando aeroporti maggiori dal traffico leggere nelle more delle possibilità che il vostro scalo offre.
    Cordialmente

  6. Jean Michel Says:

    Intervengo nel dibattito sul futuro dell’aeroporto di Aosta richiamando tutti ad una maggiore luciditá sulla realtá del bacino di utenza valdostano e sui numeri reali che questa piccola realtá puó muovere. Il traffico executive mi sembra un argomento molto debole e, probabilmente, del tutto velleitario. Chi usa un aereo executive per i propri spostamenti lo fa perché deve muoversi velocemente su rotte punto a punto per motivi di lavoro. Non vedo sinceramente il motivo per atterrare ad Aosta. Il turismo che si muove in executive nonviene certamente in Valle d’Aosta (al massimo va a Ginevra o a davos..) e se proprio deve atterrare ad Aosta arriva in elicottero. L’idea di sviluppare sull’aeroporto di Aosta un’attivitá di volo sperimentale o di addestramento mi sembra, anch’essa, poco realizzabile. Questo tipo di volo richiede un’infrastruttura industriale e di ricerca che la Valle d’Aosta non ha mai avuto. A pochi minuti di volo c’é l’aeroporto di Torino (ex aeritalia) che fornisce questi servizi da almeno sessanta anni….

    Finisco con DARWIN. A quanto pare la simatica compagnia svizzera sta ritirando il proprio marchio per diventare ETHIAD Airways..
    http://www.journal-aviation.com/actualites/25640-etihad-regional-realise-son-1er-vol-commercial

  7. Francesco Statti Says:

    La situazione dell’aeroporto regionale Corrado Gex è sempre nelle stesse condizioni di quando diversi mesi addietro alcuni, cittadini, fra cui il sottoscritto espressero le loro opinioni e le critiche che possiamo leggere sopra. Cosa è successo nel frattempo? Personalmente sono rimasto alle dichiarazioni dell’Assessore Marguerettaz il quale sollevava dei dubbi sull’utilità di proseguire nel progetto di un aeroporto commerciale per la VDA. Nel frattempo altro denaro pubblico è stato speso, le intemperie hanno ulteriormente rovinato l’immobile dell’aero stazione, la pista non ha avuto che pochissimi utenti commerciali e la crisi economica perdurante, ha ridotto ancor più il traffico turistico sportivo.
    Da indiscrezioni avute pare che l’Amministrazione Regionale stia valutando la possibilità di ridimensionare il progetto aeroportuale favorendo, come attività primaria, la pratica del volo sportivo. Non conosco il fondamento di questa indiscrezione ma se fosse reale non posso fare a meno di compiacermi con chi dimostrerebbe buon senso abbandonando un progetto fallimentare come quello iniziato fin dal lontano 1987.

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