Interpellanza sull’aeroporto regionale

Adunanza del Consiglio regionale
Il tema dell’aeroporto regionale è stato al centro di un’interpellanza presentata dalla Consigliera Carmela Fontana (PD).


«Il Governo si occuperà a breve di una razionalizzazione degli aeroporti e sta valutando l’opzione di eliminare gli aeroporti più piccoli e incapaci di autofinanziarsi – ha sottolineato la Consigliera Fontana -. Tra i 24 scali classificati quali ‘complementari’, ovvero tra gli scali a rischio di chiusura, perché meno importanti e non strategici, con una ridotta domanda di passeggeri, ci sarebbe anche l’aeroporto di Aosta. Occorre considerare l’ingente investimento di denaro pubblico nell’aeroporto valdostano, a fronte del quale peraltro non si è ancora provveduto alla riattivazione dei servizi di collegamento Aosta-Roma, e la Regione non può consentire in alcun modo che lo scalo aostano sia eliminato.»

In particolare, la Consigliera ha voluto sapere dalla la Giunta «se intende attivarsi al fine di scongiurare il pericolo di chiusura dell’aeroporto valdostano da parte del Governo nazionale.»

Nella risposta, l’Assessore al turismo, sport, commercio e trasporti, Aurelio Marguerettaz, ha riferito  che «lo scalo regionale è configurabile come un aeroporto ‘privato’ – benché aperto al traffico regionale e internazionale – perché non appartiene al demanio nazionale e pertanto non è assegnato all’Enac, l’Ente nazionale di aviazione civile. E’ di proprietà della Regione, che ha direttamente, e non tramite Enac, individuato nella società Adva il proprio concessionario di gestione. Quindi, le spese di gestione sono in  capo alla Regione e all’Adva, la quale riceve un corrispettivo regionale a parziale copertura delle proprie spese. E’ solo la Regione che può chiudere in via definitiva l’aeroporto, mentre l’Enac può disporne la chiusura in via temporanea qualora venissero a mancare i necessari requisiti di affidabilità e di sicurezza.

Da evidenziare che lo Stato ha addirittura concorso, attraverso due Accordi di programma quadro (Apq), ad alcuni interventi di implementazione dello scalo, quali l’allungamento della pista, gli apparati di radioassistenza, la nuova aerostazione, quest’ultima tuttora in corso di costruzione. Al di fuori di tali investimenti, lo Stato non sostiene spese direttamente collegate alla gestione dell’aeroporto, ma soltanto per quelle attività istituzionali di vigilanza da parte dell’Enac.

In buona sostanza, qualora lo Stato qualificasse come ‘minore’ o ‘secondario’ il nostro scalo, non dovrebbe cambiare nulla. Al più, potrebbe stabilire di non effettuarvi ulteriori investimenti, decisione che avrebbe scarso impatto visto che non sono previsti altri Apq e che il Piano di sviluppo aeroportuale del Corrado Gex è quasi completato.»

La Consigliera Fontana si è detta rassicurata dalla risposta.

Ma chi sta da una parte e chi dall’altra?

L’aeroporto di Aosta non é in grado di autofinanziarsi, é in forte perdita: sta in piedi solo ed esclusivamente grazie ai soldi pubblici dei contribuenti valdostani che continueranno ad essere spesi negli anni futuri per la gestione dello scalo commerciale.

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