ENAC e l’aeroporto inesistente

Quale aeroporto compare in Valle d’Aosta sul sito dell’ENAC?

NESSUNO secondo l’Ente Nazionale Aviazione Civile.

Bisognerà attendere gli adempimenti di “Avda – Aeroporto Valle d’Aosta” per avere la riattivazione della tratta aerea “Aosta-Roma”, oggetto, nella seduta del Consiglio Valle di Mercoledì 15 Dicembre, di un’interpellanza presentata dal capogruppo del Partito Democratici, Carmela Fontana. La consigliera ha anche chiesto per quale motivo l'”Enac – Ente nazionale aviazione civilenon considerasse l’aeroporto “Corrado Gex” tra gli aeroporti nazionali.

aeroporti d'ItaliaPremesso che il C.A.S. non fa assolutamente capo a nessuna realtà politica, ma é trasversale in tal senso, un partito d’opposizione (il PD in questo caso) dichiara […] l’intero sistema pubblico dei trasporti non ha risposto alle esigenze di mobilità della popolazione valdostana, la situazione si è gravemente deteriorata nell’ultimo anno ed in particolare negli ultimi mesi. A fronte di enormi investimenti l’aeroporto non è in grado di collegarci a nessun aeroporto nazionale o internazionale di valore strategico e da gennaio 2011 è venuto meno il collegamento con il servizio di pullman per l’aeroporto di Caselle.

Sul sito di informazione 12vda.it si legge inoltre in un recente aricolo quanto segue:

«Nell’ambito della riattivazione del collegamento aereo – ha precisato Aurelio Margurettaz, assessore regionale al turismo, sport, commercio e trasporti – la Regione ha fatto la sua parte, partecipando tra l’altro alle varie “conferenze di servizio” con il Ministero, in seguito alle quali la Giunta regionale ha deliberato il finanziamento del servizio, per un ammontare massimo di circa tredici milioni di euro, al fine di consentire una rapida attivazione. La società “Avda” aveva assunto l’impegno a garantire entro il 15 marzo 2010 il completamento dei procedimenti per ottenere l’operatività della procedura strumentale, che rappresenta un requisito essenziale. Più volte la Regione ha sollecitato “Avda” a fornire chiarimenti e garanzie, ma al momento risultano inevase. Seguiamo con molta preoccupazione la vicenda.

«La speranza – ha ribattuto Carmela Fontana – era di ricevere una bella notizia sull’avvio dell’appalto. Mi dispiace che si siano spesi tantissimi soldi per l’aeroporto, ma non si sa ancora quando verrà garantito ai cittadini questo servizio, proprio in questo momento in cui la ferrovia presenta i ben noti gravi problemi».

E intanto la costruzione dell’aerostazione prosegue.

A tutt’oggi AIP-Italia (pubblicazione ufficiale dell’Ente Nazionale Assistenza al Volo, ENAV) nella sezione aeroporti segnala quello di Aosta idoneo al solo volo a vista. Il velivolo della Malmo Aviation giunto in prossimità di Aosta ha dovuto perciò cancellare il piano di volo IFR e continuare a vista.
Sarebbe interessante saper se il volo fatto è servito a convalidare l’uso dell’aeroporto e della procedura ai voli strumentali con velivoli di tipo BAE 146.

Da quello che si è visto dal di fuori (un avvicinamento con riattaccata alle minime con velivolo scarico utilizzando tutti e 4 i motori; un avvicinamento con atterraggio) sembra che l’attività fatta non possa assolutamente bastare per convalidare strumentazione, procedura, velivolo ed aeroporto.
Probabilmente si è trattato solo di un volo dimostrativo il cui buon esito non è assolutamente sufficiente a consentire l’utilizzo di velivoli BAE 146 in voli commerciali sull’aeroporto di Aosta.

Ormai è passato più di un anno da quando l’aeroporto è stato riaperto e nulla è cambiato in termini di agibilità rispetto a prima dei lavori di ampliamento.
Sono solo aumentate le spese e praticamente cessati i voli commerciali.
Il volo charter fatto da Air Vallée da Angres con il Doenier 328  non è altro che una dimostrazione di esistenza in vita della ex compagnia di bandiera valdostana.
In compenso, in seguito alla recente attività dello scalo Valdostano, la Regione può dire che l’aeroporto di Aosta ha accolto un velivolo da 120 posti; Air Vallée può dire che sono ripresi i voli commerciali.

Ad un osservatore distratto potrebbe sembrare che l’Aeroporto di Aosta sia diventato uno scalo in grado di accogliere “grossi” velivoli commerciali. Purtroppo non è così.

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