un volo giustificativo?

Sabato 11 Dicembre 2010, qualcuno se ne sara’ forse accorto, e’ arrivato il primo aereo charter sull’aeroporto di Aosta: un “Jumbolino” quadrimotore da oltre 100 posti di una compagnia del Nord Europa, la Malmo Aviation. E’ arrivato VUOTO, naturalmente.

Non a caso gli operatore di AVDA, la società di gestione aeroportuale, Venerdi’ mattina stavano pulendo scrupolosamente la pista con ben 4 mezzi (!), cosa che ad inizio anno era stata eseguita con molta lentezza siccome gli unici a volare erano quelli dell’aeroclub. Che sia un dovere da parte dell’ente gestore sgombrare dalla neve una struttura cosi’ grande sembrerebbe scontato, nevvero? Chissa’ quanto costa pulire 1600 m di pista, oltre a raccordi e piazzale…

Cio’ che non tutti sanno e’ il fatto che la Regione ha versato 12.000,00 € per farlo venire. Vuoto, appunto.

In quasi un anno di apertura il bilancio passeggeri lo si puo’ facilmente desumere.

Cio’ che ancora meno persone sanno e’ che l’aereo non ha utilizzato le procedure di atterraggio previste. Chissa’ come mai?

Per radio – ci e’ stato riferito da alcuni piloti che erano in volo – il pilota del Jumbolino, appena entrato in valle, ha dichiarato il “volo a vista senza piano di volo” (chiediamo scusa se i termini non sono forse proprio quelli giusti, ma il concetto e’ quello), che e’ un po’ come dire “non me la sento di seguire le procedure di avvicinamento indicato e neppure la vostra strumentazione di terra, preferisco seguire la vallata a vista“. Questo nonostante dalla torre di controllo gli sia stato detto di impiegare le nuovissime attrezzature di ausilio al volo (che dunque sono state snobbate gia’ dal primo pilota di linea giunto ad Aosta, cosa quantomeno curiosa). In buona sostanza viene il dubbio che seguire la procedura di atterraggio fra le nostre montagne non sia propriamente cosa facile. Sara’ almeno sicura? Speriamo.

Alcune riflessioni.

1. Che senso ha far venire a “provare” la pista ad un aereo scarico? Gli aerei charter dovrebbero (…) atterrare carichi, che e’ una cosa tecnicamente assai diversa: guidare un’automobile o un tir cambia. Sarebbe un po’ come costruire un bel ponte stradale e poi per “far la prova per vedere se sta su” mandarci sopra un omino a piedi. E se poi l’aereo dopo essere atterrato avesse detto “no, la pista non va bene”, che cosa avremmo fatto?

Comunque nel 2010 i ponti – e sembra che la cosa valga pure per gli aeroporti – si progettano a monte in modo tale che queste verifiche risultino concretamente quasi inutili, se non che per una certificazione burocratica o poco piu’. Inoltre vista la realta’ in cui si inserisce l’aeroporto di Aosta sarebbe invece stata cosa saggia fare una prova vera, con il carico di bordo massimo previsto, e con la meta’ dei motori funzionanti (come alcune regole aeronautiche prevedono).

2. Parliamo di costi: se tutti i voli charter che verranno da noi saranno “sponsorizzati” con 12.000 Euro ottimisticamente per 100 passeggeri, si ha che ogni passeggero ci costera’ 120 €… turisti Inglesi, magari? Quelli che ormai nessuno vuole piu’? Be’, questo e’ quasi un dettaglio; o no?

Sarebbe comunque interessante sapere quanto e’ costato ai contribuenti valdostani ogni singolo passeggero che “ai bei tempi” volava con Air Vallée, quando ancora andava d’accordo con l’Amministrazione.

3. Con 12.000 € si sarebbero invece potute pagare – in modo piu’ lungimirante – probabilmente almeno 3 ore di prove con aerei appositamente creati per verificare un aeroporto; invece noi li abbiamo regalati ad una compagnia aerea che – ben volentieri! – e’ venuta a farsi un proficuo voletto turistico.

Il dubbio e’ che questo volo voglia suonare come una giustificazione da parte di RAVA: “se nessuno ora viene non e’ colpa nostra. Qui tutto e’ pronto e funziona bene“.

Un’ultima cosa che forse non tutti sanno e’ che, oltre all’aerostazione che e’ gia’ in fase di costruzione, si sta  ampliando – raddoppiando – pure lo chalet che dovrebbe fare da check-in; eh, si’. E sapete perche’? Poiche‘ “se dovessero atterrare contemporaneamente 2 aerei, quello attuale sarebbe sovraffollato“. Tutto cio’ nonostante per ora non si sia visto nessun volo con 100 passeggeri atterrare ad Aosta. Cosi’ forse ci ritroveremo 2 chalettini vuoti assieme ad un’aerostazione vuota.

Soldi, soldi, soldi. Soldi pubblici gestiti da nostri dipendenti. Sicuri che il gioco valga la candela? E intanto la ferrovia …sta sotto al rombo del Jumbolino (a proposito, contenti gli amici del Quartiere Dora?).

17 Risposte to “un volo giustificativo?”

  1. Francois Says:

    La cosa tragica è che queste persone che usano i nostri soldi e le nostre tasse per dare seguito ai loro interessi privati credono veramente di convincere la gente che esiste un piano economico dietro l’operazione folle che stanno portando avanti.
    In realtà è ben chiaro a tutti fin d’ora che gli aerei se verranno e quando verrano saranno pagati e sovvenzionati a nostre spese. Questo è il piano: pagare un servizio di linea (l’idea originale era dare i soldi alla mitica air vallee ora semi fallita) che non potrà mai essere remunerativo nè competitivo. Caselle è a 40 minuti!!! Tutto questo è ridicolo.

  2. CAS Says:

    Per la precisione alcuni piloti di linea di hanno segnalato che la tratta, in volo (proveniendo ad esempio dall’Inghilterra), da Aosta a Caselle ATZ e’ di circa 7 minuti e mezzo.

  3. Francois Says:

    Certamente in volo sono pochi minuti ma io mi riferivo al tempo richiesto ad un automobilista per arrivare a caselle dal centro di Aosta.

    Aggiungo che la gestione di Aeroporti in ambiente alpino non e’ affatto semplice ne’ tantomeno economica.
    Io vivo a Ginevra (ma pago le tasse in VDA purtroppo) e qui (e siamo nella mitica Svizzera) l’aeroporto chiude ogni volta che nevica….
    Il risultato sará che i famosi Charter della neve (ma qualcuno ha mai fatto uno studio di mercato per la VDA???) saranno spesso dirottati su Caselle. insomma oltre al danno la beffa.

  4. Francois Says:

    Dimenticavo!
    leggetevi questo articolo molto interessante su Bolzano

    http://riccardodellosbarba.wordpress.com/2009/06/10/dossier-aeroporto/

    Gli amici di Bozen non si fanno mancare nulla, un’altra realta’ della rutilante e fantastica vita che fanno le regioni autonome italiane a spese di noi tutti.
    Mi sembra ci siano delle interessanti analogie per lo meno a livello politico. L’unica differenza e’ che li la ndrangheta ancora non ha sfondato..diamogli tempo.
    Forza ragazzi!

  5. francy Says:

    Io ero presente all’atterraggio del BA 146 (jumbolino) e ho potuto seguire le varie fasi. No sono in grado di dire se i piloti abbiano seguito, o meno le procedure strumentali, sono però certo che l’aeromobile era completamente vuoto e questo vuol dire molto: atterrare con un velivolo vuoto o pieno fa molta, molta diferenza. Dopo l’atterraggio, si è svolta una conferenza stampa ed un rinfresco. Cosa è stato detto in tale conferenza ? Per quale ragione, visto che vi erano i vertici dell’ADVA, i giornali non ci hanno reso edotti dei programmi futuri?
    Non sapevo che tale atterraggio sia costato 12.000 €. Cominciamo bene!!! Anche se non è chiaro quando si inizierà, visto che l’aeroporto, secondo le pubblicazioni aeronautiche ufficiali, non prevede ancora gli atterraggi strumentali (in assenza di visibilità e di notte) ma solo a vista.

  6. sostenitore Says:

    Santina Matteo, lei su La Stampa ci dice che quelli del Comitato non sono bene informati. Ma allora ci informi lei.

    Può smentire la comunicazione radio, che è registrata, del pilota che dice di proseguire col volo a vista?

    Può smentire il fatto che atterrare con un aereo vuoto è ben diverso che atterrare con uno pieno?

    Può smentire il costo pagato da noi contribuenti per far venire questo aereo vuoto?

    Può spiegare, con parole semplici, a che cosa servano la costosa strumentazione e le luci della pista, siccome tutti sappiamo che il volo notturno non verrà mai autorizzato?

    Lei che sa, ci spieghi bene.
    Grazie.

  7. aeroportosostenibile Says:

    Attenzione: si ribadisce che la posizione del Comitato NON coincide in alcun modo con quella dell’aeroclub in quanto non é assolutamente ad esso legata.

    Si invita a leggere bene prima di scrivere corbellerie come quella sovrastante.

    Soprattutto si propone un ripasso di ETICA, almeno quando lo scrivente e’ un dipendente AVDA (ip tracciato) il cui stipendio e’ pagato in buona parte dai contribuenti valdostani.

    GRAZIE
    – C.A.S.

  8. Gigi Says:

    Buonasera, partendo dal presupposto che ognuno è libero di esprimere liberamente la propria opinione, bisogna però dire le cose come stanno. A quanto ho potuto notare arrivando in valle con l’aereo la pista viene pulita indipendentemente dai voli commerciali. E poi basta vedere in Europa aeroporti come Parigi, Ginevra o Zurigo i ritardi che hanno avuto per la neve, e li di mezzi ne hanno a decine. Punto secondo, vista l’attuale normativa, mi da un pò strano che un aeromobile arrivi fuori dai confini nazionali in VFR e per di più senza piano di volo; visto che per la prova ha utilizzato tutte le procedure in quanto autorizzati dalle competenti autorità delle aviazioni civili di appartenenza ndr. In volo c’ero anche io, e quanto riporta il vostro pilota a me risulta incorretto, anzi tutto il contrario. Sempre rispetto alle normative Enac ed Easa un volo TEST DEVE essere assolutamente condotto senza passeggeri a bordo. Poi siete sicuri che i 12000 euro siano della cassa regionale???? Non sarete un pò troppo impegnati in questa “””” inutile “”””” battaglia per vedere ed osservare in modo oggettivo e distaccato il susseguirsi degli eventi??

  9. Gigi Says:

    Dimenticavo, per rispondere in modo etico a sostenitore, il fatto che l’aeromobile in oggetto sia atterrato a vista é più che normale, in quanto ad oggi non vi è una procedura pubblicata in AIP Italia per lo scalo di Aosta. però a quanto appreso in volo il pilota faceva riporti strumentali in base a quanto sarà la procedura. atterrare pieni o vuoti cambia totalmente!! posso confermare, ma il 146 operando in aeroporti come London City, che posso garantire essere peggio di Aosta per alcuni aspetti, credo che non abbia problemi ad atterrate sul vostro scalo, anche con il pieno di passeggeri. Il velivolo AVRO ex BAE è stato progettato apposta per operare on aeroporti come il vostro. Le piste corte, gli avvicinamenti ripidi sono il suo pane. Poi posso essere sicuramente smentito, anche se lo dubito..

  10. aeroportosostenibile Says:

    Buona sera a Lei. La sua domanda é assolutamente lecita e – vista la tecnicita’ – l’abbiamo girata al pilota che ci ha inoltrato la segnalazione.
    Dalle registrazioni delle comunicazioni risulterebbe che il pilota é sì arrivato con un piano di volo, per poi abbandonarlo ad ingresso valle, dunque in VFR, avista.

    Il volo come test ci é parso più che discutibile, soprattutto in vista delle osservazioni mosse dai nostri tecnici del settore ai quali lasciamo di seguito ampio spazio.

    I 12000 Euro di costi sono stati dichiarati anche su La Stampa.
    Lei ci può dare informazioni diverse? Ne saremmo lieti.

    Sulla presunta “inutilità” di esprimere il dissenso in merito ad un’opera che ad oggi non ha portato benefici rispetto a prima, ma solo costi enormi, ci auguriamo che, in un regime che dovrebbe essere democratico, sia concessa ancora libertà di parola ai 120 iscritti al Comitato, oltre agli innumerevoli cittadini che si pongono ancora delle domande.
    Difficile restare distaccati quando l’uso del denaro pubblico risulta quantomeno oscuro; difficile restare distaccati quando nessuno ha neppure mai provato a rispondere alle 10 domande che il Comitato pose ormai diverso tempo addietro.

    Infine. Sul forum vengono cestinati i post prettamente offensivi e/o palesemente fuori tema.

    Grazie dunque per il suo contributo.
    C.A.S.

  11. maddecheao Says:

    A Gigi, buongiorno!
    Il problema è che Costantino non teneva neppure i soldi per pagare i dipendenti. Effiguriamoci per togliere un po di neve dalla pista!
    E poi che fai? Paragoni l’aeroportino di Aosta a Parigi? Ma dai!!

  12. Paolo Meneghini Says:

    A tutt’oggi AIP-Italia (pubblicazione ufficiale dell’Ente Nazionale Assistenza al Volo) nella sezione aeroporti segnala quello di Aosta idoneo al solo volo a vista.
    Il velivolo della Malmo Aviation giunto in prossimità di Aosta ha dovuto perciò cancellare il piano di volo IFR e continuare a vista.
    Sarebbe interessante saper se il volo fatto è servito a convalidare l’uso dell’aeroporto e della procedura ai voli strumentali con velivoli di tipo BAE 146.
    Da quello che si è visto dal di fuori (un avvicinamento con riattaccata alle minime con velivolo scarico utilizzando tutti e 4 i motori; un avvicinamento con atterraggio) sembra che l’attività fatta non possa assolutamente bastare per convalidare strumentazione, procedura, velivolo ed aeroporto.
    Probabilmente si è trattato solo di un volo dimostrativo il cui buon esito non è assolutamente sufficiente a consentire l’utilizzo di velivoli BAE 146 in voli commerciali sull’aeroporto di Aosta.
    Ormai è passato più di un anno da quando l’aeroporto è stato riaperto e nulla è cambiato in termini di agibilità rispetto a prima dei lavori di ampliamento.
    Sono solo aumentate le spese e praticamente cessati i voli commerciali.
    Il volo charter fatto da Air Vallée da Angres con il Doenier 328 non è altro che una dimostrazione di esistenza in vita della ex compagnia di bandiera valdostana.
    In compenso, seguito alla recente attività dello scalo Valdostano, la Regione può dire che l’aeroporto di Aosta ha accolto un velivolo da 120 posti; Air Vallée che sono ripresi i voli commerciali. Ad un osservatore distratto potrebbe sembrare che l’Aeroporto di Aosta sia diventato uno scalo in grado di accogliere “grossi” velivoli commerciali. Purtroppo non è così.

  13. Gigi Says:

    Buongiorno, credo che l’ intervento non sia offensivo ne tanto meno inopportuno… Ripeto che essendo Aosta aeroporto non strumentale, come giustamente dice Meneghini, l’aereo in questione non poteva atterrare comeIFR, peró ci tengo a ribadire che in volo ho sentito il pilota fare i riporti delle radioassistenze, e le varie NM della futura procedura. Credo, Personalmente, che il problema non sia Aosta. Bell’aeroportino e in posizione “” strategica “”; credo che come in quasi tutte le cose il problema sia ENAC, che con tutta la burocrazia per le varie certificazioni ci mette un secolo… Poi credo sia abbastanza ovvio che non basta un 146 per convalidare una procedura, servirebbero un pò meno parole e pezzi di carta, e molti più fatti ( non riferito al CAS, ma alla burocrazia Italiana).

  14. aeroportosostenibile Says:

    Il suo intervento é tutt’altro che offensivo o inopportuno.
    Lo sono stati un paio d’altri (inoltre volgari) postati in precedenza.

    La burocrazia in Italia é effettivamente esasperante…

  15. Gigi Says:

    Guardi per fortuna sono responsabile di ciò che scrivo… Post offensivi non ne ho letti personalmente.. Ci sono aeroporti piú impestati di Aosta con procedure strumentali, basta vedere oltralpe dove piste di 800 mestri in erba hanno procedure NDB, perchè la DCAG ha più interesse nell’aviazione che sui pezzi di carta… (parere personalissimo”

  16. stafrancy Says:

    In un post di questo Blog si è riferito che l’ampliamento dell’aeroporto Corrado Gex è costato molti, molti soldi. Ma qualcuno saprebbe dirmi quanti sono?
    Se non vado errato il primo progetto di trasformare lo scalo aostano da turistico a commerciale di 2° livello ( allora veniva chiamato così ) risale al 1987 durante il quale si fecero numerosi ed ampi lavori: pista, cinta rifacimento vecchia palazzina ed altro ancora. Successivamente si sistemò anche l’area antistante la pista e le vie di rullaggio per inerbirla costruendo un costosissimo
    impianto di irrigazione che fecero arrivare da Israele, ma che venne utilizzato pochissimo perchè incompatibile con l’attività aviatoria. Seguì il “master Plan” negli anni successivi la cui funzione non dovrebbe sfuggire a nessuno; poi per ultimo, se la mia memoria non ha tralasciato qualcosa, il mega progetto Aulenti con una parte dei lavori realizzati nel 2008/2010. Ma ancora di far atterrare aerei che portano 8o/100 passeggeri e di notte e con qualsiasi tempo ( ma nemmeno col tempo bellissimo) nemmeno l’ombra. Quindi a cosa è servito spendere tanti soldi ( ma c’è qualcuno che lo sa e che ha voglia di dirlo? ) se a tutt’oggi, vale a dire ad oltre un anno dalla riapertura dopo gli ultimi lavori, nessun aereo con a bordo turisti è atterrato al Corrado Gex?
    Chi sa parli, o come si usa dire in certe occasioni….taccia per sempre!!!

  17. Erik Says:

    A prescindere dalle giuste considerzioni sullo spreco di denaro pubblico in opere probilmente mai competitive sul mercato, volevo solo fare una piccola puntualizzazione sulla comunicazione radio che valuto per quanto da quì letto, dato che non l’ ho mai sentita in prima persona.

    Che un comandante decida di variare il piano di volo autorizzato da IFR (condizioni di volo strumentale) ad un piano VFR (condizioni di volo a vista) è cosa più che normale in particolare nella fase di avvicinamento finale.
    Succede anche negli scali più grandi, per esempio nel volo Ryanair Fuerteventura-Bergamo di qualche giorno fà siamo atterrati dopo aver annullato il piano IFR entrando in VFR per scelta del comandante. Il che non vuol dire uscire dalla guida dell ‘ ILS o altre procedure strumentali, ma semplicemente sollevare i centri di controllo da un carico di lavoro che il comandante può assumersi viste le ottime condizioni di visibilità.
    I comandanti vengono spesso incontro ai controllori, perchè in volo spesso un diretto o uno slot preferenziale alla partenza sono una gradita merce di scambio 😉
    Frasi come “volo a vista senza piano di volo” non hanno senso dato che senza un piano di volo IFR approvato nessun aereomobile commerciale si alza in volo, che poi si possa convertirlo in VFR è un’ altra storia.
    Voglio però ancora farvi i miei complimenti per il blog che trovo interessantissimo! Buon lavoro e buona giornata

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