il pilota chiese: “ma avete riaperto Auschwitz?”

campo di volo?

Poco tempo fa e’ passato da Aosta “un pilota tedesco” che – diciamo – muove abbastanza le sorti degli stages primaverili.

Era venuto a vedere la situazione del volo a vela in Valle d’Aosta per capire se poteva consigliare, oppure no, ai piloti della propria nazione, un soggiorno in Italia, piuttosto che nella vicina Francia.

Il suo commento di fronte alla recinzione aeroportuale e’ stato “…ma avete riaperto Auschwitz?“, cosa davvero agghiacciante, soprattutto in quanto detta da un tedesco.

Secondo voi che cosa consiglierà ai piloti stranieri? Aosta, o uno qualunque (!) degli aeroporti francesi aperti al volo a vela, dove non vigono barriere d’ingresso, controlli doganali, dove mogli con filgli possono accedere al campo di volo godendosi un po’ di sole su di una sedia a sdraio motata a fianco dell’aliante del marito, dove magari c’e’ un concreto servizio turistico costruito attorno all’attività di volo?

Andate a Gap (Francia), ad esempio: trovare un gruppo di famiglie in testata pista alla sera mentre chiacchiera e si beve un aperitivo prima di andare al ristorante, e’ cosa normale. Lo era anche ad Aosta negli anno ’70, ’80 e primi ’90. Poi tutto e’ cambiato: e’ subentrato lo stile Auschwitz, che turisticamente risulta quantomeno discutibile…

Nel 1995 gli stagisti stranieri all’aeroclub Valle d’Aosta erano circa 400, mediamente famiglie con marito, moglie, due figli, cane; l’ultimo stage ha raggiunto – con sforzi enormi – i 50 piloti (ma senza famiglia, siccome non potevano accedere al campo di volo, ben recintato e protetto… non si sa da che cosa). Spesa media 10.000 Euro/famiglia. Fate i conti.

400 x 4 = 1.600 persone, mediamente benestanti, nell’arco di 4 mesi e con una permanenza media di 10/14 giorni, a cui dar da mangiare, da dormire, da volare; 1.600 turisti che visititavano la Valle d’Aosta, che occupavano hotel, ristoranti, bar (eccome!), che generavano passaggi ai trafori, compravano nei nostri negozi i prodotti locali, ecc… Questo senza che vi fosse un concreto incentivo, nessuna pianificazione: solo “porte aperte in aeroporto”. Ora, da 1600 che erano, sono diventate 50. Un bell’affare davvero.

Indicativi sono ad esempio i voli messi on-line su OLC (un campionato amatoriale via internet dove si e no il 10% dei piloti pubblica qualche volo):

Italia 361 piloti
Rep.Ceca+Slovacchia 342 piloti
Austria 382 piloti
Svizzera 571 piloti
Francia 1235 piloti
Germania 7859 piloti

L’Olanda poi…

Tutta Europa (solo su OLC, attenzione) 10.503 superappassionati, quindi piloti Italiani = 3.4%… e a giudicare dal modo in cui trattiamo i piloti di volo a vela in Italia i numeri son destinati a ridursi. Per fortuna che c’e’ Rieti.

A breve ad Aosta, dove l’attività sta riprendendo grazie all’entusiasmo dei piloti locali che non mollano, ci saranno 6 allievi di volo a motore da abilitare al volo in montagna, storico punto forte dell’aeroclub le cui basi furono fondate da tale sig. Corrado Gex; per fare cio’ – aereo a parte – serve un altiporto come quello di Chamois (attualmente non disponibile).  Si brevetteranno ad Aosta o – come gia’ si sta prospettando – li inviteremo dai nostri vicini d’oltralpe?

Che spazio avranno i 16 neo-brevettati piloti di volo a vela del 2010? Fuggiranno da Aosta?

Le politiche del turismo vanno sviluppate con coerenza, a dispetto dei soldi investiti in aerostazione (in costruzione), illuminazione pista (per essere vista da chi, di notte?), radioassistenza (ma qualcuno l’ha certificata?), allungamento pista (ma ENAV ha dato l’OK per le procedure?), ecc… che dopo un anno non sono concretamente stati utilizzati da nessuno in quanto non hanno apportato vantaggi rispetto a cio’ che gia’ c’era prima dei costosi lavori. Nessun volo da 80/100 posti si é visto dalla riapertura (per fortuna).

Dov’e’ la logica degli investimenti?

Qualcuno vuole fare qualcosa di coerente?

E intanto il turismo se ne vola altrove.

C.A.S.

PS
Qualcuno può far vedere che effetto fa agli abitanti avere un aereo da 100 posti che passa su Aosta per 09 (magari con il 50% dei motori in avaria, come previsto dalle leggi)? E qualcuno vuole far provare l’ebbrezza di un riattacco per 27 con il classico wind-shear che si genera col vento da Nord-Ovest (ovvero circa il 40% dei giorni in un anno)?

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: