MUAHAHAHAHAH…

C’e’ poco da ridere, ma qui scatta il classico “te l’avevamo detto”.

(fonte La Vallée notizie del 21 Agosto 2010)

In didascalia si legge: “un rapporto dell’ENAC, Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, ha inserito il Corrado Gex tra i 24 aeroporti italiani che non hanno ragione di esistere“.

Si veda anche l’articolo di Aosta Sera

http://www.aostasera.it/articoli/2010/08/18/14946/il-corrado-gex-fra-i-rami-secchi-del-sistema-aeroportuale-italiano-a-dirlo-e-un-rapporto-enac

“Il Corrado Gex fra i rami secchi del sistema aeroportuale italiano. A dirlo è un rapporto Enac”

L’Enac boccia il Gex
“Non è strategico”

L’aeroporto Corrado Gex non è considerato strategico dal punto di vista dello sviluppo della rete aeroportuale italiana. E’ quanto emerge da un rapporto dell’Enac, l’ente nazionale per l’aviazione civile. Il documento, per ora mantenuto riservato, è stato inviato al ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, e indica 14 scali nazionali principali, altri 10 definiti «primari ma non strategici» perché limitati nel bacino di utenza e nello sviluppo delle infrastrutture e infine 24, definiti «complementari», limitati alla soddisfazione di esigenze locali particolari e circoscritte. Tra questi ultimi è compreso l’aeroporto valdostano.


«La notizia – ha detto il presidente della Regione, Augusto Rollandin – può sembrare una novità, ma in realtà non lo è. Il rapporto dell’Enac si limita a fotografare una situazione che da sempre è questa. Il Corrado Gex – continua Augusto Rollandin – fin dalla sua nascita si è caratterizzato come aeroporto di prossimità e non rientra nei piani delle grandi linee e dei principali vettori. Elementi già noti e che non rappresentano un problema. L’aerostazione valdostana è stata concepita e sviluppata soprattutto in funzione del turismo e per garantire un collegamento con Roma. Gli investimenti che sono stati fatti sulla struttura e sul suo ampliamento sono mirati e rispondono a questo tipo di esigenze».
Non tocca il Gex nemmeno l’ipotesi, presentata nel rapporto Enac, di un «federalismo aeroportuale» nel quale gli scali minori non siano più a carico dello Stato ma rientrino nella sfera di competenza (e di finanziamento) degli enti locali. L’impianto di St-Christophe è già a carico della Regione e, come ricorda Rollandin, «non sono mai stati ricevuti finanziamenti che non fossero di provenienza regionale».

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