Gli aeroporti servono per volare

Eh lo so, sembra una banale evidenza, ma non lo è più: gli aeroporti servono per volare.

Volare. Chi non ha mai messo le mani sui comandi di un’ala non può aver immediatamente chiaro che cosa sia: volare è “letteratura dell’aria”, e farlo con le proprie forze – come con gli alianti – è poesia. Pura poesia. Cultura, venerazione.

Mi passano per la mente pezzi di storia: transitando per il mito di Icaro ed approdando al sogno di Leonardo Da Vinci (XV secolo) con la sua ala battente, da Otto Lilienthal col suo libratore (1881), ai fratelli Wilbur e Orville Wright che decollarono autonomamente nel 1903 con un aliante a due eliche ed un motore a benzina, passando per Francis Melwin Rogallo (seconda guerra mondiale) ed all’invenzione del deltaplano sviluppata dagli storici Bill Moyes e Bill Bennet (anni ’70), senza dimenticare i fratelli Mongolfier, la storia dei dirigibili, i planatori da guerra, il paracadutismo e mille altre fantastiche imprese di Uomini-sognatori, per infine giungere sin nella nostra piccola e splendida Vallée ai tempi in cui Corrado Gex aveva trasformato questa poesia in realtà per i Valdostani. Un regalo forse troppo grande per essere visto e capito da chi – me compreso – è vissuto nella culla delle montagne.

Oggi è tutto finito; o quasi. Resta qualche illuso pilota con lo sguardo rivolto al cielo ed il cuore fra le nuvole. Vero signor Presidente della Regione,  sig. Augusto Rollandin? Domanda buttata lì, a cadere nel silenzio, poichè Lei non risponde ai comitati, e figuriamoci ad un nessuno quale io sono.

Otto Lilienthal

Oggi invece gli aeroporti servono per fare (o per perdere) soldi, come nel triste caso dell’aeroporto di Aosta e del suo futuro volo commerciale che – almeno in apparenza – quasi nessuno vuole, ma si farà. “Volo”: chiamare “volo” quella cosa che è stata già decisa dall’on. Luciano Caveri… mi fa quasi schifo. Il Volo è tutt’altra faccenda.

Ieri sera su RAI3 c’era Roberto Saviano che parlava delle mafie. Ha detto una cosa bellissima per la sua potenza ed utilità. Più o meno ha detto che sapere le cose è la base imprescindibile per contrastare le “azioni cattive” (mafia, spreco di soldi, ecc…). Solo le “brave persone” possono combattere le “cattive persone”.

Lungi dalla questione mafiosa per la nostra realtà (!), ma i Valdostani avranno un aeroporto che non utilizzeranno: un po’ come i mafiosi hanno alberghi dove non soggiorneranno mai, quantità immense di denaro che mai spenderanno, aeroporti dove mai voleranno. Una vera tristezza. I mafiosi si nascondono sottoterra, nell’ombra; i piloti – quelli che amano il Volo – cercano la brillantezza dell’aria e gli spazi aperti, ed i venti e le nubi. I Valdostani che ci governano sono brave persone? Sono i piloti della res publica?

L’aeroporto Corrado Ex sarà l’eredità di mia figlia Emma. Emma Girardi; proprietà sua come dei nostri figli tutti. Inquinamento, pericolo, rumore, ed una bella perdita economica annuale garantita, che pagheranno anche loro, con calma, in comode rate. Tutto ciò in antitesi con la suddetta poesia del volo a vela, del volo sportivo, del volo turistico, quello delle mogolfiere, quello che non fa grandi numeri, quello che concederebbe una fantastica immagine di nicchia alla nostra Regione (qualità!), quello che non fa buchi economici. Come non dirle grazie?!

Sapere e non agire fa di una brava persona una cattiva persona, diceva ieri sera Saviano. Accidenti quanto ha ragione!

A questo serve il Comitato Aeroporto Sostenibile: a far sapere. Giornalisti: attenzione ai titoli che pubblicare… ed ai contenuti. La cultura può far la differenza: l’assistenzialismo, l’indifferenza generano piattezza culturale, portano il cervello all’ammasso. Il volo commerciale in Valle d’Aosta ne costituirà un bel simbolo.

Non si tratta d’ingenuità: si tratta di semplicità. Bisogna scegliere se essere brave o cattive persone: sapere i fatti porta a non concedere vie di mezzo, così come ridimensionare le volumetrie della futura aerostazione è una presa per il sedere.

Solo la bellezza ci salverà, sig. Presidente.

Enrico Girardi, architetto, pilota d’aliante ed iscritto a nessun partito

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16 Risposte to “Gli aeroporti servono per volare”

  1. delusa Says:

    E dire che lo strapagato piano di marketing turistico, presentato martedì scorso (due giorni fa, non anni fa!) in Regione, afferma che gli attrattori di rilevanza mondiale della Valle d’Aosta sono, oltre allo sci alpino e lo scialpinismo, agli sport estremi connessi alla mountain bike, al trekking, all’alpinismo, alla filiera del lusso, alla traversata del Monte Bianco, ai castelli,… il volo libero! Ma gliel’hanno detto a questi super consulenti che il volo libero è da un po’ che non si può più praticare??

  2. paolo louvin Says:

    non è vero che non si può far nulla
    i politici temono una cosa prima di tutto
    perdere denaro
    non quello pubblico: quello si può sprecare
    il proprio denaro
    c’è solo una cosa che fa tornare indietro sulle proprie decisioni il politico che alza la mano senza sapere perché lo fa o forse proprio perché lo sa troppo bene
    l’idea di dover pagare certe scelte di tasca propria
    basta con interventi soft, se non danno risultato
    propongo al comitato un esposto (lettera, comunicazione…saranno gli esperti a chiamarla come si deve) alla Corte dei Conti
    una dichiarazione preventiva di cittadini che dichiarano che l’intervento previsto è un fallimento, che di questo hanno ampiamente dato comunicazione ai politici e che questi non sono intervenuti
    che i piani gridano vendetta
    che ci saranno danni economici enormi per la collettività e che chiamiamo fin d’ora a risponderne per il futuro gli autori di questa scellerata scelta
    scommettiamo che funziona?
    ma facciamola partire subito…

  3. tueno Says:

    Sono d’accordo con Paolo, occorre muoversi di più perchè la gente ancora non sa nulla o quasi di questo progetto. Su questa ignoranza si basa la nostra amministrazione per andare avanti. Ma i partiti dell’opposizione che fanno? Come le stelle stanno a guardare? Aspettano le elezioni comunali per dare un segno di vita? Non si può aspettare perché “gli altri” non stanno con le mani in mano. Diamoci da fare per organizzare una bella campagna mediatica con tanto di esposto ecc ecc, alla Corte dei Conti.

  4. delusa Says:

    Paolo, la corte dei conti interviene solo a danno avvenuto e non in maniera preventiva…. Lo so perché io ho cercato di fare la stessa cosa un paio di anni fa a a fronte di una vaccata che il mio comune stava per fare e che ha poi effettivamente fatto. Ma Robert dovrebbe sapere esattamente come stanno le cose. Ti propongo di sentire lui o qualcun altro esperto in diritto amministrativo. I partiti all’opposizione dormono sonni beati da un po’, mi pare, e anche quelli che all’opposizione non ci sono più e che fino a pochi mesi fa si sbattevano su un sacco di cose che ora critichiamo da soli. Ora, invece, silenzio assoluto! Ma perché chi come noi è stufo di tutto ciò, e siamo in tanti, non può autoconvocare un’assemblea e unirsi in un unico Comitato “contro” le porcate e “per” un futuro più sensato e consapevole (non oso più chiamarlo “sostenibile”)?

  5. paolo louvin Says:

    non deve intervenire adesso
    i politici devono sapere che è stata resa pubblica la preoccupazione rispetto al fallimento certo dell’azione
    è una specie di denuncia di danno temuto
    poi resta lì
    se le cose andranno come tutti sono certi che andranno a finire ci sarà l’azione della Corte dei Conti
    ma itanto i nostri politici sanno che non potranno dire: c’erano fior fiore di businnes plan
    c’erano, sì, e dicevano dietro le righe che sarebbe stato un fallimento
    te l’avevano detto, scritto, notificato
    sei andato avanti sapendo di sbagliare
    adesso paghi
    varrà per tutti i consiglieri che hanno mandato avanti il progetto e per quelli che, oggi, non si dissocieranno di fronte alle richieste dell’opposizione consiliare
    un passo per volta compagna delusa

  6. delusa Says:

    sì, concordo: con questo spirito l’esposto va benissimo. Anche se temo che i politici se ne fottano assai, visto come vanno a finire i processi a loro carico, anche quando la fanno bella grossa (le recentissime vicende insegnano: qualche denaro di risarcimento alla regione e via che si ricomincia a fare i presidenti o gli assessori… ) saluti.

  7. Geovege Says:

    Caro Girardi, per quanto riguarda l’aeroporto di Aosta sono totalmente concorde con Te e con il comitato; ho sentito altri esperti (amanti del volo, piloti, ecc) i quali sono sgomenti all’idea dell’ampliamento di quello di Aosta per tutti i motivi che ben sappiamo e che non sto a ripetere. Sembra che Rollandin volgia (sotto pressione) ridimensionarne la portata. La cosa non cambia. Speriamo che si fermino.
    In quanto a Louvin: troppo facile contestare adesso i membri del suo ex movimento (l’U.V.) con i quali ha condiviso per decenni gli stessi metodi politci -amministrativi e le stesse logiche di potere, per poi fondare un nuovo movimento (ne abbiamo così pochi!!) solo perchè escluso da poltrone nel rispetto del massimo dei tre mandati.
    In quano a Travaglio: ma non vi rendete conto che anche lui è diventato una star televisiva ben pagata per ripetere ai delusi in continuazione le stesse cose sotto forme diverse?? certo lui la parlantina la possiede, ma attenzione la possedeva pure il duce, pure Almirante, pure il Berlusca e pure tanti altri che banfano bene ma razzolano male. La frase piaciuta tabto a Girardi è vecchia e non è farina del suo sacco anche se riconosco che è bene ricordarla ogni tanto. Io l’ho imparata da mio padre che l’ha imparata da mio nonno e così via. Non cadiamo nell’eterno tranello dgli imbonitori!! Comunque abbasso l’ampliamneto dell’areoporto di Aosta. Ciao a tutti.

  8. Diego Carcassi Says:

    Quante verità, e dire che ai nostri politici basterebbe guardarsi intorno per capire che il progetto è fallito in partenza, in italia di cattedrali nel deserto come quella che si vuole costruire ad Aosta ce ne sono già troppe. Certo è molto piu’ di immagine un aeroporto nuovo di zecca con costruzioni di alto design, piste illuminate anche di giorno sistemi di radionavigazione, poliziotti ai cancelli e nessuno in volo piuttosto che un aeroporto dedicato allo sport, che attira migliaia di piloti con relative famiglie da tutta europa, magari con area per campeggiare, servizi per i bambini, e denaro per l’indotto.
    Ma questi signori conoscono la valle d’aosta? sanno quanto sia magnifico volarci sopra? hanno veramente a cuore l’economia della nostra regione?

  9. paolo louvin Says:

    non è che geovege ha sbagliato louvin?

  10. MarioV Says:

    chiamato ripetutamente in causa (immodestamente mi considero un politico) informo che lo scorso 25 marzo il Consiglio comunale di Aosta, sollecitato da una mozione presentata dal nostro gruppo (Aosta Viva) ha dibattuto ampiamente dell’argomento; anche molti rappresentanti della maggioranza hanno convenuto sulla necessità di rivedere/ridimensionare il progetto. I politici di opposizione fanno quello che è loro consentito: contribuiscono a fondare un comitato (salvo poi sentirsi accusare di strumentalizzazione), presentano nelle sedi previste gli atti possibili (mozioni in Comune, interpellanze o interrogazione al Consiglio regionale), partecipano a tavole rotonde/dibattiti. Certo si potrebbe sempre fare di più, ma dire che non facciamo niente mi pare ingeneroso.

  11. Patrizia Says:

    E’ vero che i politici all’opposizione più di tanto non possono fare, ma cavolaccio dietro di loro ci stanno i loro partiti o no? Sono i partiti che devono muoversi, sollecitare l’attenzione sui problemi, farsene parte, creare dibattito e opinione pubblica, ma non lo fanno! Unico loro interesse è l’alchimia della politica: gli apparentamenti, le alleanze… , cose da fare, ma che perdono senso se dietro non c’è una solida forza sociale che li sostiene e questa non si inventa, si costruisce.

  12. vincenzocali Says:

    Sono d’accordo con Paolo. Lo stesso Rollandin ha detto pubblicamente di essere consapevole del fatto che l’aeroporto sarà in perdita. Ha detto che è una “scommessa”. Peccato che i soldi della scommessa siano i nostri, non i suoi. Perciò sarebbe molto utile una denuncia preventiva alla Corte dei conti.

  13. Paolo Meneghini Says:

    Al di là dell’inquinamento, del rumore e dello spreco di denaro pubblico, l’aspetto più grave e trascurato connesso con la costruzione del nuovo aeroporto sia il pericolo a cui saranno sottoposti gli abitanti della piana di Aosta in seguito all’attività di grossi velivoli commerciali.
    Il rischio può essere espresso con la seguente formula:

    RISCHIO = PROBABILITA’ che un evento si verifichi X GRAVITA’ dei danni prodotti dell’evento

    Il rischio che l’Amministrazione Regionale si assume consentendo a grossi velivoli di operare su un aeroporto “difficile” come quello di Aosta situato all’interno di un’area densamente abitata è estremamente elevato.
    Il fatto che un incidente aereo in fase di decollo o atterraggio sia relativamente poco probabile è infatti ampiamente controbilanciato dalla elevata gravità dei danni che questo potrebbe produrre.

    La “scommessa” fatta da Rollandin non riguarda solo le risorse investite ma anche le vite di molti Valdostani!

  14. dr House Says:

    Gli aeroporti possono anche avere funzioni medicali, soprattutto per problemi polmonari.

    Non a caso e’ possibile prenotare presso l’ASL di Aosta una serie di aerosol: e’ possibile scegliere fra se inalarli in testata pista Est oppure Ovest, a seconda della direzione in cui tira il vento.

    E’ possibile inoltre prenotare una susseguente radiografia di gruppo al VOR posizionato poco sopra l’ingresso di Aosta (zona di “Quota BP”).

    – dr House, medical division

  15. sporting bet Says:

    temo che sia troppo tardi ……….

  16. 10 domande per l’amministrazione regionale « Comitato Aeroporto Sostenibile Says:

    […] 10 domande per l’amministrazione regionale By aeroportosostenibile 1.  Gli aeroporti servono per volare? […]

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