Che senso ha? Ma si farà!

L’unica cosa che è stata chiara è che si farà. Dell’incontro con il Presidente della Giunta Rollandin, accompagnato dai suoi tre valletti: Zublena (detta assessore all’ambiente); Marguerettaz (detto assessore al Turismo), Viérin ( detto assessore alle Opere Pubbliche), fortemente voluto da 175 cittadini per fare chiarezza sull’argomento aeroporto, non si è capito molto. Sembra che il progetto sia nato dieci anni fa con Dino alla Presidenza della Giunta, ribadito dal successore Luciano e accolto con “rassegnazione” da Augusto. Nessuna responsabilità solo destino. Noi poveri mortali veniamo alla conoscenza dello scellerato progetto solo ora: possibile? Possibile che allora i Verdi (in Giunta), non ne abbiano parlato e strombazzato? Che Roberto Louvin, a quei tempi Presidente del Consiglio prima e della Regione dopo, non ne sapesse nulla? Vorrei sbagliarmi, ma non mi sembra di aver sentito un particolare baccano in materia. Le voci, nelle orecchie dei cittadini, arrivano oggi. Mettiamo pure che ieri siano state occluse dal cerume, ma com’è che il salone regionale era pieno zeppo? Vuol dire che il problema e l’inquietudine che ne deriva sono ben presenti. Si vede che allora il concetto di partecipazione, oggi tanto sbandierato dai banchi dell’opposizione, non era ritenuto, dai banchi della maggioranza, così necessario.  I tecnici, al soldo delle casse regionali, hanno fatto il loro mestiere e cioè presentarlo nel modo migliore possibile: nessun impatto ambientale, nessun inquinamento acustico, sicurezza al cento per cento, benessere garantito per la collettività… . Che altro potevano dire? Certo che, se volevano sedare le preoccupazioni, non ci sono riusciti: la gente ha continuato a esprimere ansie e dubbi. Zublena non ha risposto alle domande rivoltele; Marguerettaz zitto zitto ha dondolato il capo, manifestando al pubblico di non soffrire di cervicale; Viérin ha interpretato in modo magistrale la parte del nulla. Rollandin, mostrando un astutissimo basso profilo che, dopo gli anni dell’arroganza caveriana, è sembrato una benedizione, si è scusato per la frettolosità dell’appuntamento, ha fatto capire di non capire, esattamente come il pubblico (un tocco di empatia che ha commosso), che si è trovato costretto a procedere, che ha provato a limitare le dimensioni della bestia, che è disponibile ad altri incontri, ma che ormai les jeux sont faits, riens ne va plus. È proprio così? Il ponte sullo stretto è stato bloccato, nonostante gli appalti in corso, perché mai dovremmo rassegnarci al destino? Un destino a sopresa perché, da quello che è emerso nel corso del dibattito, nessuno sa ancora come sarà, a cosa servirà, a chi gioverà l’aeroporto commerciale.

Patrizia Nuvolari

 

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