Archivio per la categoria ‘Uncategorized’

ENAC: di notte sulla pista fioriscono le lucine, ma…

Dicembre 21, 2009

Titolone dei giornali: “Da gennaio 2010 riprenderanno i voli dell’Air Vallée”. Scommettiamo?

In riferimento agli articoli comparsi recentemente su La Stampa e su Aosta Sera, ci chiediamo come sia possibile – in un regime dove dovrebbe essere vigente una corretta informazione – che il “patron” di Air Vallée, sig. Michele Costantino, sostenga che il futuro della compagnia aerea sia roseo: deve sostenere in qualche modo chi ha voluto spendere soldi pubblici per il volo commerciale in VdA, o ci prende tutti per il “di dietro”?

Ad oggi:

1. buona parte del personale (piloti compresi) sono in cassaintegrazione;

2. gli stipendi arretrati… sembra che siano rimasti arretrati;

3. l’aereo Dornier di compagnia (uno dei due, circa il 50% della flotta, diciamo) e’ in vendita, o e’ gia’ stato venduto;

4. nessuna compagnia aerea ha (MAI) fatto richiesta di uno slot per atterrare ad Aosta, e questo nonostante gli oltre 2.5 milioni di golosissimi Euro che verranno graziosamente donati all’eventuale compagnia aerea per l’avvio dell’attivita’ sullo scalo di Aosta;

5. delle procedure strumentali per l’atterraggio non si sa nulla (forse poiche’ non sono state certificate?)… o, meglio, cio’ che si sa e’ piuttosto allarmante (per i tecnici: vedasi NDB a Testa di Comagne);

6. in volo strumentale – qualora venga certificato – si potra’ atterrare, ma non ridecollare (salvo smentite), e serviranno piloti appositamente addestrati (!);

7. gli a.d. di AVDA – Brunod e  Wendler – sono stati recentemente silurati (ma come mai?!);

8. segni di risposta alle 10 domande del Comitato Aeroporto Sostenibile non ne sono mai stati dati;

9. persino l’attività dell’aeroclub sulla nuova immensa pista – ad oggi – risulta ancora ferma;

10. e non ultimo (!), la licenza intanto è ancora sospesa, come da nota ufficiale ENAC (si legga oltre).

L’ex-a.d. Wendler accennava ad una perdita che si aggirerebbe sui 2,5 milioni di euro, un terzo del capitale.

Possibile che si parli con ottimismo dell’imminente futuro del volo commerciale per la VdA?

Possibile che si continui imperterriti nel proseguimento dei lavori di ampliamento, senza la dovuta lungimiranza e la conseguente modestia?

Chissà quanto saranno poi contenti gli abitanti di Aosta e zone limitrofe, in primis quelli del Quartiere Dora.

Silenzio… al solito, solo silenzio.

Comunicato stampa ENAC

RIMANE SOSPESA LA LICENZA DI TRASPORTO AEREO DELLA COMPAGNIA AIR VALLÉE

L’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile precisa che rimane tuttora valido il provvedimento di sospensione della licenza di esercizio di trasporto aereo del vettore Air Vallée S.p.A. disposta dall’Ente lo scorso 5 novembre.

Nella giornata di ieri sono state ripristinate alcune certificazioni tecniche a seguito dell’attuazione dei correttivi richiesti nell’ambito della riorganizzazione tecnico operativa del vettore.

Per quanto concerne, invece, la licenza di esercizio e la conseguente ripresa dei voli, l’ENAC ha chiesto alla compagnia di produrre delle evidenze. All’esito dell’esame della documentazione richiesta e più in generale della riorganizzazione aziendale del vettore, l’ENAC valuterà l’eventuale ripristino della licenza.

Roma, 12-11-2009

fonte ENAC

http://195.103.234.163/Applicazioni/comunicati/comunicato.asp?selpa1=1249

appuntamento rinviato

Agosto 26, 2009

E’ con sommo dispiacere che ci troviamo costretti ad annullare la giornata di università popolare prevista per il 30 agosto. Purtroppo alcuni problemi interni (del circolo Espace Populaire-Arci) di assetto hanno fatto sì che si verificasse un disguido concedendoci il locale quando questo era in realtà già stato prenotato per altra giornata.

Questo l’abbiamo scoperto ieri pomeriggio, mettendoci nello sconforto più totale. Abbiamo provato a verificare lo spostamento dell’evento in altre sedi ma ogni sforzo è stato vano.
La giornata di università popolare viene pertanto annullata temporaneamente, con l’obiettivo di prepararla ancora più ricca e completa in una data da stabilire di (versomilmente la seconda metà di settembre).
Ci scusiamo con tutti gli ospiti e relatori per il disagio creato, pur sapendo che tale inconveniente è del tutto estraneo da nostre responsabilità.
Invio pertanto cordiali saluti a tutti.
- Alessandro Pascale

Aereo su case: oltre cento morti

Maggio 20, 2009

Almeno 109 persone sono morte stamani nello schianto sull’ isola indonesiana di Giava di un aereo Lockheed C-130 Hercules, con a bordo militari e loro famigliari, che prima di precipitare ha urtato alcune case. Lo rivela l’ aeronautica militare indonesiana.

incidente aereo su case

«L’ultimo bilancio dell’incidente è di 109 morti. Una quindicina di passeggeri è sopravissuta. Ma queste cifre possono cambiare perchè le operazioni di soccorso sono ancora in corso», ha detto da Giakarta un portavoce dell’aeronautica, Bambang Sulistio. Un altro portavoce militare ha detto che i sopravissuti «sono gravemente feriti ed è quindi possibile che il bilancio dei morti aumenti». L’aereo militare, decollato da Giakarta e diretto in Papuasia, trasportava 11 membri di equipaggio e 98 fra soldati e membri delle loro famiglie, fra cui dieci bambini.

L’Hercules C-130 è precipitato su una risaia nei pressi della città di Megatan, nella parte orientale di Giava, e ha preso fuoco, secondo i testimoni. Prima però l’aereo ha «urtato numerosi tetti di case ed è poi rimbalzato al suolo», riferiscono i testimoni. I rottami sono sparsi per decine di metri. Tra le vittime almeno due residenti della zona dove l’aereo è precipitato, a sette chilometri di distanza circa dall’aeroporto di Madiun, dove era previsto uno scalo tecnico.

Una fonte dell’ospedale Iswayudi di Madiun ha riferito di 19 superstiti ricoverati nella struttura. Altri nove feriti, tra loro due bambini, sono stati trasferiti in un altro ospedale della stessa città. Molti di loro versano in condizioni critiche.

Non sono ancora chiare le cause dell’incidente. Quello di oggi è il secondo incidente di un velivolo delle Forze Aeree indonesiane nelle ultime settimane: il 6 aprile scorso, un Fokker F-27 era precipitato ad ovest di Giava, causando la morte dei 24 ufficiali che si trovavano a bordo.

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200905articoli/43894girata.asp

…costruire aeroporti davanti e molto vicino ad una citta’ é un errore.

Aeroporto, inceneritore ed amenità correlate

Marzo 9, 2009

INCENERITORE E AMPLIAMENTO DELL’AEROPORTO
Due grandi opere non necessarie che creano problemi anziché risolverli.

Valle d’ Aosta: l’ isola felice” risuonava dai teleschermi in una bella pubblicità di qualche anno fa.
Un’immagine eterea di verdi vallate, pascoli in fiore, montagne innevate che si stagliano su un cielo turchino.
Sembrano condividere la solare pubblicità anche i rappresentati valdostani che hanno partecipato poco tempo fa al vertice di Chambery sul trasporto modale alpino, nella cui dichiarazione finale formulata dai presidenti dell´Euroregione dell´Arco Alpino,si condivide la volontà di uno sviluppo sostenibile, attento alle compatibilità ambientali. Eppure sembra proprio che di questa nostra valle si voglia far rimanere solo un impalpabile ricordo.
Due grandi opere sono in procinto di essere compiute: da una parte l’ampliamento dell’aeroporto (i cui primi lavori di allungamento della pista sono già cominciati) e dall’altra la costruzione di un inceneritore, per “risolvere” il problema dei rifiuti.
Ci sarà quindi, nel bel mezzo della valle, un inceneritore che immetterà nell’ ambiente polveri sottili, nitrati, diossine, furani, nanoparticelle etc… Ci saranno grandi aeroplani che, atterrando nel nostro piccolo capoluogo, oltre a fare parecchio rumore, rilasceranno anch’essi un’ingente quantità di sostanze inquinanti che, a causa dell’inversione termica, si concentreranno pericolosamente in prossimità del suolo nella zona più popolata della valle.
Sono davvero necessarie queste grandi opere? Ineluttabili come ci vogliono far credere? E soprattutto, sono le soluzioni ottimali?
Andiamo brevemente ad analizzarle una ad una:

1) INCENERITORE: soluzione sbagliata ad un problema esistente.
La Valle d’Aosta produce circa 100.000 ton di rifiuti all’anno. L’ assessore Zublena si è impegnata a raggiungere gli obiettivi imposti dall’ UE, ovvero il raggiungimento del 65% di raccolta differenziata entro il 2012. Nel 2012, data entro la quale dovrebbe entrare in funzione l’inceneritore, avremo quindi circa 35.000 ton di rifiuti indifferenziati residui.
Nessuno si sognerebbe con questi numeri di costruire un inceneritore.
Sarebbe sufficiente un trattamento Meccanico Biologico (un processo a freddo che non produce alcuna sostanza altamente inquinante), e i residui finali ammonterebbero a circa 10.000 ton., che si potrebbero portare nella già prevista discarica di Issogne oppure trasportare fuori valle per bruciarli in un cementificio (ve ne sono alcuni disponibili in Lombardia) . Se si volesse essere poi più virtuosi, come propone il comitato rifiuti zero, si potrebbe fare la raccolta capillare dell’umido, incentivare la raccolta differenziata secondo il principio: “chi più differenzia, meno paga” e portare avanti iniziative di riduzione alla base della produzione di rifiuti. Cosi facendo i residui sarebbero di anno in anno sempre minori e si arriverebbe gradualmente a “rifiuti zero”.
I costi del Trattamento Meccanico Biologico sarebbero di circa 30 milioni di euro Avremmo risolto il problema dei rifiuti e non ci sarebbero rischi per la salute.
L’amministrazione regionale invece ha deciso diversamente. Visto che i rifiuti prodotti localmente non sono sufficienti a far funzionare anche il più piccolo degli inceneritori, si è deciso di trovarli andando a dissotterrare la vecchia discarica di Brissogne . Come l’assessore ci ha detto non c’è la necessità di fare questa bonifica (costo: 100 milioni di euro). La si può fare o meno. La motivazione? E’ brutta e puzza e costituisce per il turista che arriva in valle una “brutta porta di ingresso”.
Senza la bonifica l’inceneritore non ha senso di esistere. Ciò vuol dire che l’amministrazione ha deciso di spendere 140 milioni di euro (la differenza di costo fra i 2 progetti), ovvero 270 miliardi di vecchie lire, non per risolvere i problema dei rifiuti, ma per bonificare una discarica che non ha bisogno di essere bonificata!
L’inceneritore a griglia immetterà inoltre in atmosfera varie sostanze inquinanti, di cui alcune sono anche cancerogene e quindi metterà a repentaglio la nostra salute.
Alla fine di tutto ciò, bruciando 85.000 ton all’anno, avremo paradossalmente circa 20.000 ton/anno di rifiuti residui, ovvero il doppio rispetto a quelli che avanzerebbero da un trattamento a freddo.
Una parte della discarica di Brissogne (40.000 ton.) andrebbe inoltre portata direttamente ad Issogne e quindi in realtà avremo alla fine circa 60.000 ton/anno, ovvero 6 volte i rifiuti che rimarrebbero con l’alternativa proposta dal CRZ Vda.
Si è scelto quindi un progetto molto costoso, inquinante e dannoso per la salute, nonché di breve respiro e non necessario, a fronte di un’ alternativa semplice, lungimirante, economica ed ecologica.

un aereo per inceneritore?

2) AMPLIAMENTO DELL’AEROPORTO: soluzione sbagliata ad un problema inesistente.
L’apertura dell’aeroporto di Aosta al traffico commerciale ha già dimostrato da tempo di essere un’impresa fallimentare. L’Air Vallee in tutti questi anni ha continuato ad operare solo grazie alle sovvenzioni della regione e l´AVDA (società di gestione dell’aeroporto) accumula già adesso un passivo annuale superiore ad un milione di euro
Il turismo valdostano non ha certo tratto vantaggio dalla presenza di una linea aerea che per sua natura si è rivolta soprattutto a viaggi d’affari. Al contrario la presenza del traffico commerciale ha gravemente penalizzato il volo turistico, in particolare il volo in aliante ad alta quota.
I fautori dell’aeroporto commerciale dicono che questo palese fallimento è avvenuto perché in passato non si è avuto il coraggio di investire abbastanza. In realtà in questi anni sono stati investiti ingenti capitali per migliorare la pista, per l’illuminazione (mai usata), per gli hangar (male utilizzati), per l’aerostazione prefabbricata, senza che l’attività commerciale sia mai riuscita a crescere al punto da auto sostenersi. Ora, nonostante i miseri risultai ottenuti, si è deciso di vanificare gran parte degli investimenti fatti a suo tempo con la costruzione di una nuova pista, di un nuovo sistema di illuminazione e di una nuova aerostazione.
Aosta dista appena 100 km da Caselle, il cui aeroporto é più grande, più attrezzato, migliore e più sicuro, non solo dell’attuale aeroporto di Aosta, ma anche di quello in progetto.
Nel settore dei voli charter non potremo mai competere con l’aeroporto di Caselle, dove aerei da 300 posti possono atterrare in tutte le condizioni di tempo, mentre da noi velivoli di 80 passeggeri potrebbero atterrare solo con condizioni meteorologiche favorevoli.
Inoltre velivoli più piccoli significano costi maggiori di esercizio che, uniti alla maggior probabilità di dirottamento per avverse condizioni meteorologiche, precluderanno un’attività di voli charter economicamente remunerativa.
L’unica attività Charter possibile sarà quindi quella sovvenzionata dalla Regione e, viste le ingenti spese sostenute, prima di riconoscere l’inevitabile fallimento dell’impresa, l’Amministrazione Regionale sarà indotta a cercare di sostenere l’attività di volo sovvenzionando le compagnie per fare voli charter altrimenti non remunerativi.
La giustificazione sarà che così facendo si accresce l’indotto turistico. Il risultato finale sarà che la regione, nell’intento di aumentare gli introiti turistici, finanzierà un progetto che oltre ad aumentare l’inquinamento acustico ed atmosferico esporrà la nostra vallata al rischio di gravi incidenti. Tutto ciò, paradossalmente, allontanerà più turisti di quanti pretende di avvicinarne.
Il Comitato Aeroporto Sostenibile in alternativa all’attuale programma di sviluppo propone che l’allungamento e l’ammodernamento della pista vengano messi a frutto per consentire ai velivoli commerciali che già operavano sull’aeroporto di Aosta (Dornier 328) di farlo in condizioni di maggior sicurezza.
La costruzione della nuova aerostazione (costo 15 milioni di euro) sia rimandata sino a quando il numero dei passeggeri effettivamente trasportati lo renda necessario.
La programmazione dei voli commerciali dovrebbe essere tale da contenere l’inquinamento acustico ed atmosferico, favorendo l’utilizzo dell’aeroporto da parte dei velivoli da turismo, degli alianti e dei velivoli di aerotaxi, promuovendo i voli panoramici e sportivi volti a valorizzare la bellezza turistica delle nostre montagne.
Grazie a tale scelta (non essendo necessario affrontare le maggiori spese di gestione necessarie per accogliere grandi velivoli charter), non solo si potrebbe pensare di operare in pareggio, ma si potrebbe incentivare il turismo di qualità, accrescendo il ritorno economico e la visibilità all’estero delle bellezze della nostra regione.
Il compito di ricevere i voli Charter dovrebbe restare all’aeroporto di Caselle (che e’ già collegato con le più importanti capitali europee e con Roma a prezzi davvero competitivi) mentre l’Amministrazione Regionale dovrebbe concentrarsi davvero sull’obbiettivo di migliorare l’accessibilità alla Valle d’Aosta da parte dei turisti internazionali migliorando i collegamenti ferroviari con l’aeroporto di Caselle e con la rete ferroviaria nazionale.
L’adeguamento della ferrovia potrebbe essere almeno in parte finanziato con i fondi resi disponibili dall’abbandono del progetto dell’inceneritore e della mega – aerostazione.
Un collegamento diretto, l’elettrificazione e la costruzione di un doppio binario sulla tratta Aosta-Torino, oltre a favorire l’afflusso dei turisti, sarebbe la soluzione ottimale per altri problemi di cui soffre la nostra regione.
I treni arriverebbero in orario e i pendolari non sarebbero più costretti a sopportare i costanti disservizi dell’attuale linea. Una parte sostanziale del traffico su gomma, sia persone che merci, potrebbe venir dirottato su rotaia, il che migliorerebbe la viabilità e ridurrebbe sostanzialmente l’inquinamento di cui soffre il fondovalle.
Inoltre, per quanto riguarda i rifiuti, sarebbe di facile attuazione un piano che preveda il trasporto fuori valle dei residui di un eventuale trattamento a freddo.
Se a prima vista questi due progetti sembrano molto differenti, con uno sguardo più attento si notano invece molte similitudini.
 la motivazione alla base di entrambi è quella di attrarre più turisti;
 entrambi i progetti hanno dei costi enormi che ricadranno sulla società;
 entrambi lavoreranno in perdita;
 per entrambi esistono alternative più virtuose e molto meno costose;
 entrambi non faranno che peggiorare ciò che vorrebbero migliorare: cercando di aumentare il turismo lo faranno diminuire, cercando di diminuire i rifiuti li faranno aumentare.
La Valle d’ Aosta deve continuare ad essere un”Isola felice”, non può essere competitiva proponendo un alienante e snaturante turismo di massa, ma deve mantenere l’immagine di una nicchia di natura incontaminata. Questo cercano i turisti in Valle. Questo dobbiamo preservare: l’ambiente come capitale naturalistico, economico e culturale, da non dilapidare nell’interesse immediato di pochi a svantaggio del benessere futuro di tutti, e proprio nel mantenimento di questo benessere della comunità dovrebbero agire i politici.
Ci sono ancora margini di tempo per un ripensamento. Auspichiamo che le argomentazioni qui presentate siano prese in considerazione dall’Amministrazione Regionale e che si possa avviare un proficuo dialogo che porti alla scelta di quelle che sono realmente le soluzioni più adatte al particolare contesto valdostano.

Jean-louis Aillon, presidente del Comitato rifiuti zero VdA.

Paolo Meneghini, segretario del Comitato aeroporto sostenibile.